IL MINISTRO SPERANZA CHIEDE AL PARLAMENTO IL CORAGGIO DI RIFORMARE IL SSN

Mercoledì 10 giugno alle 17:30 il Ministro della salute Roberto Speranza ha letto al Senato (e poi alla Camera) le proprie Comunicazioni sul contenuto dei provvedimenti di attuazione delle misure di contenimento per evitare la diffusione del virus Covid-19, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge n. 19 del 2020, come modificato dalla legge di conversione n. 35 del 2020.

Speranza ha esordito affermando che “dopo mesi drammatici, vissuti dentro una emergenza sanitaria senza precedenti, che ha condizionato ed in larga parte determinato i tempi e le modalità attraverso le quali Governo e Parlamento hanno assunto decisioni urgenti ed improcrastinabili, tutti, io credo, avvertiamo l’urgente esigenza, dopo la fine del lockdown, di allargare e rilanciare il confronto istituzionale, politico e sociale.

Serve un confronto a tutto campo, a partire dalle forze politiche presenti in Parlamento, con le tantissime preziose energie delle professioni sanitarie, del mondo scientifico, delle università, del volontariato e dell’associazionismo.
Una forte sinergia istituzionale e sociale è la bussola che può consentirci di attraversare la terribile tempesta che, passo dopo passo, stiamo cercando di mettere alle nostre spalle”.

Non dobbiamo perdere mai, nemmeno per un secondo, la memoria di quanto abbiamo tragicamente vissuto. Ogni scelta, anche quelle di cui discutiamo oggi, deve tenere presente cosa sono stati gli ultimi mesi per il nostro Paese

No, non solo non possiamo dimenticare, ma abbiamo l’obbligo politico e morale di essere conseguenti. D i trarre gli insegnamenti da una lezione senza precedenti. È questo anche il modo migliore per ricordare chi non ce l’ha fatta”.

Dopo una lunga e dettagliata disamina sull’andamento dell’epidemia e su una riapertura in sicurezza Speranza ha concluso affermando “Dobbiamo chiudere definitivamente la stagione dei tagli. Ogni euro speso per la salute è un investimento per il futuro del nostro Paese. In 5 mesi abbiamo investito più risorse degli ultimi 5 anni. Ma per me è solo l’inizio. Serviranno molte altre risorse, provenienti da tutti i livelli. È indispensabile subito intervenire per recuperare a pieno regime le attività ordinarie sospese negli ultimi mesi in cui la lotta al Covid 19 ha impegnato larghissima parte delle energie del Servizio Sanitario Nazionale e non ha consentito il regolare svolgimento di tutte le altre prestazioni che ora non sono più rinviabili.
Oltre alle risorse saranno indispensabili le riforme. Dobbiamo avere il coraggio di cambia re e adattare il nostro Servizio Sanitario Nazionale al tempo nuovo che viviamo. I mesi del Covid hanno dimostrato alcune debolezze del sistema su cui dobbiamo intervenire con coraggio”.

Ora la parola spetta al Parlamento, per ricondurre la riforma sui binari previsti dall’art. 32 della Costituzione eliminando le tante, troppe modifiche apportate negli anni che hanno modificato alla radice lo spirito originario della riforma.