LA RELAZIONE DEL PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE DEI CONTI IN OCCASIONE DEL GIUDIZIO DI PARIFICA DEL RENDICONTO GENERALE DELLO STATO PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2019

Il 24 giugno 2020 si è svolta a Roma, nell’Aula delle Sezioni riunite della sede centrale della Corte dei conti, la cerimonia di parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2019.

L’adunanza, con il collegio convocato in videoconferenza, è stata presieduta dal Presidente della Corte dei conti Angelo Buscema. Il Presidente delle Sezioni riunite in sede di controllo, Ermanno Granelli, ha svolto la relazione. Ha pronunciato la requisitoria orale il Procuratore Generale facente funzione Fausta Di Grazia. Per il Consiglio di Presidenza della Corte, era presente il Vicepresidente Gabriele Fava.

Per quanto riguarda il Ministero della salute nella relazione si legge quanto segue:

Nel 2019 gli stanziamenti definitivi del Ministero della salute sono risultati pari a 2.083,5 milioni (+14,5 per cento rispetto al 2018), in crescita rispetto alla dotazione iniziale di 457 milioni. Crescono i trasferimenti ad Amministrazioni pubbliche per investimenti in strutture tecnologiche per la riduzione delle liste di attesa, per investimenti in edilizia sanitaria e per la ricerca medico sanitaria. A consuntivo gli impegni hanno raggiunto 1,9 miliardi, in crescita del 5,6 per cento rispetto al 2018. Si riduce, tuttavia, nell’anno la capacità di impegno (dal 98 a poco più del 90 per cento). Una flessione che si concentra su pochi programmi. Tornano a crescere i residui di stanziamento: dai 5,3 milioni del 2018 a poco meno di 80 milioni anche per la difficoltà di tradurre in realizzazioni effettive interventi di particolare significato. Si tratta del mancato perfezionamento di 18 convenzioni con le Regioni beneficiarie dei fondi assegnati per investimenti e del ritardo nelle procedure di cofinanziamento delle Regioni per le somme da assegnare agli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) per acquisti di apparecchiature e macchinari.

Continuano a registrarsi progressi e risultati di rilievo nell’attività di coordinamento e di verifica della gestione della spesa sanitaria. È proseguito il monitoraggio degli equilibri gestionali regionali e la verifica del rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni (LEA), che dal 2020 avverrà secondo il Nuovo sistema di garanzia, approvato a fine esercizio. Attività di controllo che è destinata a crescere per le misure di potenziamento dell’assistenza territoriale e di adeguamento della rete ospedaliera affidate alle Regioni per l’emergenza sanitaria.

Progressi ha registrato il sistema informativo sanitario che saranno determinanti per dare nuovo impulso alla programmazione regionale. Essi alimenteranno lo sviluppo di due progetti su cui l’amministrazione punta per orientare uno sviluppo dell’assistenza regionale più aderente agli effettivi bisogni della popolazione. Elementi informativi su cui ci si è basati anche per l’avvio del processo di modifica dei criteri di riparto del finanziamento statale corrente e per superare le difficoltà degli attuali criteri di rappresentare il reale bisogno di salute presente nelle diverse regioni italiane. Una più ampia disponibilità di informazioni individuali dovrebbe consentire una stima più precisa dei bisogni, stratificando la popolazione per raggruppamenti di patologie croniche (e comorbilità) e per le informazioni legate allo status sociale.

Continua a progredire il processo di riqualificazione delle cure primarie. Un’analisi effettuata nell’ambito del monitoraggio dei LEA ha consentito di rilevare come siano oggi circa 1700 le Aggregazioni Funzionali territoriali (AFT), realizzate in quasi tutte le regioni e costituite per lo più da Medici di Medicina Generale (MMG). È su queste strutture che si dovrà fondare il rafforzamento dell’assistenza territoriale.

L’amministrazione è ripetutamente intervenuta per lo sblocco del turnover e per affrontare il problema delle carenze di figure professionali specializzate e dei medici di medicina generale. Per evitare una “dispersione” degli specialisti, attratti da un’esperienza all’estero, e soprattutto da altre opportunità lavorative offerte da strutture private, è stata prevista la possibilità, per gli specializzandi, di partecipare ai concorsi nelle strutture del Servizio sanitario nazionale e di sottoscrivere contratti di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale, in ragione delle esigenze formative.

Con la legge di bilancio per il 2020 sono state stanziate risorse aggiuntive per aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica, ulteriormente ampliate con il d.l. n. 34/2020 che ha incrementato l’autorizzazione di spesa di 105 milioni annui dal 2020 (109 dal 2022).

Nel corso dell’esercizio si è affrontato il problema del precariato nella ricerca sanitaria, dando attuazione alla legge di bilancio per il 2018, che prevede l’istituzione del ruolo del personale di ricerca sanitaria negli IRCSS pubblici e negli Istituti Zooprofilattici Sperimentali (IZS). È stato emanato il decreto dirigenziale di riparto delle risorse disponibili per l’anno 2019, consentendo in tal modo, entro il 31 dicembre 2019, agli Istituti di assumere, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato di durata quinquennale, 1.326 unità tra ricercatori e personale addetto alla ricerca, che sono stati inquadrati nella fascia retributiva iniziale.

È stato portato a termine lo sblocco delle risorse 2013-2017 relative al payback farmaceutico che ha permesso di riconoscere alle regioni risorse per oltre 1.470 milioni, mentre a fine anno è diventato operativo il meccanismo dei tetti alla spesa dei dispositivi medici con il conseguente payback, introdotto dal d.l. 78/2015, ma in seguito non applicato.

Nella prevenzione delle malattie trasmissibili, particolare attenzione è stata dedicata al sostegno dei programmi di vaccinazione. A seguito dei numerosi interventi adottati, accompagnati da una strategia di comunicazione e promozione, si è rilevato un significativo aumento della copertura vaccinale. Sempre in tema di prevenzione, continua ad essere di grande rilevanza il ruolo dell’Amministrazione nelle attività di controllo e profilassi svolte anche per mezzo dei propri Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF) presenti nei principali porti ed aeroporti del Paese, ai quali è affidato il compito di assistenza ai migranti in fase di prima accoglienza. Per affrontare i problemi di organico di tali strutture si sono allungati i tempi di selezione. Per far fronte alle necessità si è così ricorso a convenzioni con la Croce Rossa Italiana.

Sempre di rilievo l’attività di gestione relativa agli indennizzi previsti dalla legge n. 210 del 1992 in favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni, somministrazione di emoderivati e di talidomide, per affrontare la quale è sempre più necessario un intervento risolutivo a fronte dei crescenti ricorsi e all’estensione dei beneficiari.

Continuano a riproporsi alcuni slittamenti e ritardi: oltre che nella definizione del nuovo Patto della salute, previsto entro i primi mesi dell’anno e definito solo nel mese di dicembre, neanche nell’esercizio 2019 si è pervenuti alla definizione dell’aggiornamento del tariffario delle prestazioni ambulatoriali, cui è legata la piena operatività dei nuovi LEA; è stata ancora rinviata la revisione complessiva del sistema delle compartecipazioni alla spesa, anche se con la legge di bilancio per il 2020 si è disposta l’abolizione del “super ticket”; resta ancora da dare attuazione ad alcuni decreti previsti dalla legge n. 24 del 2017 che ha disciplinato in maniera organica i temi della sicurezza delle cure e della responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie.