DOPO I BALNEARI, I MERCATALI E I TASSISTI ANCHE L’AIOP CHIEDE DI ELIMINARE UN ARTICOLO DALLA LEGGE ANNUALE DELLA CONCORRENZA CHE LUNEDI’ DOVRA’ ESSERE APPROVATA DALLA CAMERA

All’ordine del giorno della Camera dei deputati del prossimo lunedì 25 luglio è stato inserita la proposta di “Legge annuale per il mercato e la concorrenza”

Il testo del DdL 2469 approvato dal Senato all’art. 16 : Revisione e trasparenza dell’accreditamento e del convenzionamento delle strutture private nonché monitoraggio e valutazione degli erogatori privati convenzionati, prevede quanto segue:

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IL MINISTRO SPERANZA HA RIPARTITO TRA LE REGIONI I FONDI PER LA FORMAZIONE DELLA SIMULAZIONE IN AMBITO SANITARIO

La metodologia della formazione con simulazione ha ottenuto un diffuso riconoscimento nel campo dell’assistenza sanitaria, in veste di potente strumento per rafforzare la conoscenza clinica, migliorare la comunicazione di team e insegnare le competenze del processo decisionale anche al fine di ridurre gli errori.

La simulazione è una metodologia didattica e può essere utilizzata non solo per insegnare le competenze cliniche, ma anche per il lavoro di team e per la comunicazione. Può inoltre essere utilizzata per standardizzare il training, soddisfare le linee guida basate sulle prove e raggiungere obiettivi specifici.

L’art. 1, comma 755, della legge n. 234 del 2021 Stabilisce che «Nello stato di previsione del Ministero della salute è istituito un fondo denominato “Fondo nazionale per la formazione in simulazione in ambito sanitario”, al fine di implementare la formazione in simulazione nell’ambito delle aziende ospedaliero-universitarie, e degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, con una dotazione finanziaria di 500.000 euro per l’anno 2022.

Con decreto del Ministro della salute del 27 maggio 2022 sono stati stabiliti i criteri e le modalità per la ripartizione del Fondo nazionale.

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IL MINISTRO SPERANZA PROVVEDE A DARE ATTUAZIONE ALLA LEGGE N. 662 DEL 1996 MODIFICANDO I CRITERI PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE

Questa mattina Quotidiano Sanità, sempre bene informato, ci informa che il Ministro della salute, come promesso qualche tempo fa, ha predisposto la bozza di decreto legislativo da sottoporre alla Conferenza Stato Regioni per modificare i criteri di ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale anche al fine di ottemperare a quanto previsto dal comma 34 dell’art. 1 della legge n. 662 del 1996 secondo cui il Fondo Sanitario Nazionale avrebbe dovuto essere ripartito in base ai pesi da attribuire ai seguenti elementi: popolazione residente, frequenza dei consumi sanitari per età e per sesso, tassi di mortalità della popolazione ed altri indicatori relativi a particolari situazioni territoriali ritenuti utili al fine di definire i bisogni sanitari delle regioni ed indicatori epidemiologici territoriali.

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IL D.LGS DI RIFORMA DEGLI IRCCS

Oggi 19 luglio alle 15.30 è convocata la conferenza dei Capigruppo del Senato per l’esame del disegno di legge 2633 recante la Delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288.

Si tratta di uno dei provvedimenti previsti dal PNRR che dovranno essere completati entro la scadenza del 31 dicembre 2022.

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LA X EDIZIONE DEL RAPPORTO CREA SANITA’ SU “LE PERFORMANCE REGIONALI”

Il 15 luglio 2022 il Centro per la Ricerca Economica Applicata in Sanità dell’Università di Tor Vergata ha presentato la X edizione del proprio rapporto sulle performance regionali basato su una serie di indicatori.

Secondo le valutazioni del Panel, anche le migliori Performance regionali risultano ancora significativamente distanti da una Performance ottimale.
Il divario fra la prima e l’ultima Regione del ranking è rilevante: quasi un terzo delle Regioni non arriva neppure ad un livello pari al 30% del massimo ottenibile.
Quattro Regioni sembrano avere livelli complessivi di tutela significativamente migliori dalle altre: Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lombardia.
Di queste due hanno livelli di Performance che superano la soglia del 50% (rispettivamente Veneto ed Emilia Romagna, con il 54% ed il 52%).
Toscana e Lombardia si posizionano a ridosso delle prime, con una valutazione al 48% e al 44%.
Nel secondo gruppo, troviamo quattro Regioni, con livelli dell’indice di Performance superiori al 40%: P.A. di Trento, Umbria, Friuli Venezia Giulia e P.A di Bolzano.
Nel terzo gruppo troviamo Sardegna, Piemonte, Valle d’Aosta, Marche, Liguria e Lazio e Basilicata, con livelli di Performance abbastanza omogenei, ma inferiori, compresi nel range 30-40%.
Infine, 6 Regioni, Sicilia, Puglia, Molise, Abruzzo, Campania e Calabria, hanno livelli di Performance che risultano inferiori al 30%.

Nel rapporto è analizzato anche il ranking generato separatamente per categoria di stakeholder: utenti, istituzioni, professioni sanitarie, management aziendale e industria medicale, ma i risultati variano di pochissimo.

La scelta irresponsabile dei 5 stelle

La spallata dei 5 stelle al Governo Draghi rigetta la sanità italiana (nella quale i 5 stelle erano presenti con il sottosegretario Sileri) in una situazione di gravissimo rischio a causa della nuova ondata di pandemia.

A questo si aggiungono tutti i fondi del PNRR ancora in fieri, che rischiano di non essere completati entro la scadenza con il risultato di perdere i finanziamenti e di dover coprire le spese già sostenute con fondi tratti dal bilancio dello Stato, il cui deficit è già troppo elevato.

Le riforme il cui percorso era appena iniziato e che richiedono una costante attenzione da parte dell’amministrazione centrale per essere attuate dalle regioni rischiano di rimanere al palo.3

Le risorse della sanità che nel 2024 avrebbero dovuto raggiungere 15 miliardi in più rispetto al 2018 rischiano nuovi tagli.

A fare le spese per prime di questa situazione saranno le famiglie bisognose.

IL SISTEMA DI EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE E LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE

REGIONE LAZIO: ACCESSI IN TEMPO REALE 8 LUGLIO 2022 ORE 8:06

L’azienda USL Latina ha avviato una sperimentazione per assicurare il funzionamento del Punto di Assistenza Territoriale di Cisterna con personale reclutato per la continuità assistenziale.

La cosa ha stimolato alcune contestazioni da parte dei sindacati SMI e SNAMI con conseguenti comunicati stampa di risposta da parte dell’azienda che, com’è noto è priva dal 1° gennaio di un addetto stampa.

Al riguardo, in primo luogo le sperimentazioni sono una cosa seria per cui vanno approvate formalmente (cioè con un atto deliberativo), poi deve essere scritto in italiano quale è l’obiettivo che si vuole prefiggere la direzione, deve essere definito un nuovo centro di costo per verificare se i costi (diretti ed indiretti) saranno maggiori o inferiori rispetto al passato, infine deve essere indicata la data in cui avrà termine la sperimentazione.

Appare non opportuno inoltre ricordare che una cosa è il Livello assistenziale di emergenza sanitaria disciplinato dal d.p.r. 27 marzo 1992 e un’altra la continuità assistenziale prevista dall’art. 3-quinquies del d.lgs 502 del 1992.

In questo modo l’azienda sembra voler cancellare il sistema di emergenza sanitaria territoriale eliminando i presidi fissi (i Punti di Primo Intervento), consegnandolo all’ARES 118 con il risultato di eliminare i presidi di prossimità e di accentrare tutto presso il Pronto Soccorso ospedalieri assolutamente inadeguati per strutture e personale a sopportare la pressione conseguente e come si può vedere dall’immagine che vede il P.S. del Goretti ai primi posti in Regione quanto a numerosità degli accessi, alla pari del Gemelli e dell’Umberto I, ma con risorse che non sono neanche la metà di quelle che dispongono quegli ospedali con i risultati che conoscono tutti quelli che per avventura sono finiti al P.S. del Goretti di Latina.

A questo si deve aggiungere che in provincia di Latina non ci sono ambulanze medicalizzate, ma solo cinque automediche che non possono garantire lo stesso servizio.

La Conferenza Stato Regioni il 7 febbraio 2013 raggiunse un accordo sulla base della proposta del Ministro della salute (all’epoca era il prof. Balduzzi) sulle “Linee di indirizzo per la riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza in rapporto alla continuità assistenziale” nel quale venivano pur mantenendo separati i due servizi erano previste le modalità di integrazione tra gli stessi al fine di fornire una risposta completa ed efficiente al cittadino per una presa in carico globale della persona che necessita di assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

Il servizio di continuità assistenziale previsto dall’art. 3-quinquies del d.lgs 502 del 1992 dall’art. 5 del predetto d. p. c. m. 12 gennaio deve garantire nelle ore serali e notturne e il pomeriggio dei giorni prefestivi prestazioni assistenziali non differibili.

Il d.m. 70 del 2 aprile 2015 ha ribadito al Punto 9.1.5 l’organizzazione del sistema di emergenza urgenza confermando la necessità di mantenere rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria.

Il d.p.c.m. 12 gennaio 2017 ( Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502) all’art. 3, comma 1, lettera b) prevede tra le aree di attività dell’assistenza distrettuale l’emergenza sanitaria territoriale definendone chiaramente i compiti al successivo art. 7.

Inoltre il comma 3 dell’art. 7 del già citato d. p. c. m. stabilisce che l’attività di emergenza sanitaria territoriale è svolta in modo integrato con le attività di emergenza intraospedaliera assicurate nei PS/DEA e con le attività effettuate nell’ambito dell’Assistenza sanitaria di base e Continuità assistenziale.

La distinzione tra i due servizi era prevista già nei precedenti Accordi Nazionali Collettivi che disciplinano il rapporto convenzionale dei medici di medicina generale che stabilivano una specifica formazione per gli MMG destinati a prestare la propria opera presso i Punti di Primo Intervento (art.96); tale fattispecie è stata confermata anche dal nuovo ACN siglato il 20 gennaio 2022 all’art. 62.

Pertanto non è possibile utilizzare il personale già assegnato alla “Continuità assistenziale” per assicurare il servizio presso i Punti di Assistenza Territoriale (ex PPI).

L’ORDINE DEL GIORNO DELLA MAGGIORANZA SUL NUOVO PIANO ONCOLOGICO NAZIONALE DEVE SPINGERE LE REGIONI AD ACCELERARE LA REVISIONE DELLE RETI ONCOLOGICHE ADOTTATE TALORA ANCHE SENZA TENERE CONTO DEI DATI EPIDEMIOLOGICI

Il Senato della Repubblica il 6 luglio, nel corso della 449ma seduta pubblica ha approvato un Ordine del giorno dei senatori Binetti ed altri con il quale , partendo dagli obiettivi dell’Europe’s beating cancer plan che identifica 10 iniziative faro e le relative azioni concrete e che prevede un finanziamento di 4 miliardi per gli stati membri prevedendo tempistiche precise per la loro realizzazione, impegnando quindi il Governo:

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COMPLETATI ENTRO IL 30 GIUGNO 2022 I 45 OBIETTIVI E CHIESTA L’EROGAZIONE DELLA SECONDA RATA DEL NEXT GENERATION EU

Sono stati conseguiti nei tempi previsti tutti i 45 traguardi e obiettivi indicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il primo semestre 2022.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha quindi inviato alla Commissione europea la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi del Pnrr del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti.
L’importo effettivo che sarà erogato – spiega il ministero dell’Economia – “è pari a 21 miliardi di euro (suddivisi fra 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti), al netto di una quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, pari al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto 2021 dall’Italia. L’erogazione delle risorse da parte della Commissione europea avverrà nei prossimi mesi all’esito dell’iter di valutazione previsto dai regolamenti”.

In particolare per quanto riguarda la sanità si è provveduto:

a) alla sottoscrizione tra ciascuna Regione e il Ministero della salute di un Contratto istituzionale di sviluppo riferito ai seguenti quattro investimenti, corredato da un Piano operativo regionale:
a) case della Comunità e presa in carico della persona;
b) casa come primo luogo di cura e telemedicina;
c) rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità);
d) ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.
b) all’adozione del decreto ministeriale che reca la definizione del nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale (c.d. decreto 71), dopo aver acquisito il parere del Consiglio di Stato, è stato trasmesso il 24 maggio 2022 per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto sarà sottoposto alla registrazione della Corte dei conti.

Ora il Governo ha presentato la richiesta per l’erogazione della seconda tranche dei fondi del PNRR del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti. 

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO HA APPROVATO LA LEGGE CHE ISTITUISCE IL SERVIZIO DI ASSISTENZA PSICO-ONCOLOGICA

Il 28 giugno 2022 il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la Proposta di legge regionale n. 191 del 17 ottobre 2019, presentata dal consigliere Marcelli, sottoscritta dai consiglieri Corrado, Tripodi e Ciacciarelli, concernente: “Promozione dei servizi di assistenza psico-oncologica nella rete oncologica regionale”.

Si tratta di una scelta molto importante in quanto l’assistenza psico-oncologica è un bisogno clinico molto sentito dai pazienti ma in parte ancora insoddisfatto sul territorio nazionale.

La regione Lazio è la prima a prevedere questo tipo di assistenza che non mancherà di fornire un sostegno alle pazienti e ai pazienti colpiti da questo male.