LA REQUISITORIA DEL PROCURATORE GENERALE SILVESTRI SUL GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE DEL RENDICONTO DELLA REGIONE LAZIO: LA GESTIONE SANITARIA

La Corte dei conti nell’udienza del 10 novembre scorso ha proceduto al Giudizio di parificazione sul rendiconto generale della Regione Lazio
La Requisitoria del procuratore generale Pio Silvestri, dopo aver preso atto dell’avvenuto completamento del Piano di Rientro ha affrontato il problema dei Livelli Essenziali di Assistenza, atteso che in base all’art.1, comma 180 della legge 311 del 30 dicembre 2004 il rientro sarebbe dovuto avvenire “nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza“.

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AMBROSETTI: MERIDIANO SANITA’ XVII DENUNCIA LA CARENZA DI RISORSE PER IL SSN

Il XVII Rapporto Meriano Sanità della Ambrosetti, dopo aver disegnato un quadro di incertezze e di instabilità in cui si troverà il nuovo Governo, anche a causa della prevista riduzione del PIL e del quadro macroeconomico generale ha affrontato il problema della carenza delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale:

“La sanità pubblica non sarà sostenibile se non ci saranno interventi di correzione rispetto alle attuali dinamiche socio sanitarie”.

Purtroppo la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza approvato dal Consiglio dei Ministri prevede per i prossimi anni una progressiva riduzione del finanziamento pubblico del Fondo Sanitario Nazionale.

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IL CONSIGLIO DI STATO, IN ATTUAZIONE DELL’ART. 1 DELLA LEGGE 78 DEL 2022 HA PREDISPOSTO LO SCHEMA PRELIMINARE DEL NUOVO CODICE DEI CONTRATTI

Il nuovo Codice è composto da cinque libri, articolati in più parti e da 230 articoli , ma non richiederà un regolamento di attuazione essendo self executive.

Il Libro I tratta dei princìpi, della digitalizzazione, della programmazione e della progettazione.
Il libro II tratta dell’appalto.
Il libro III tratta dell’appalto nei settori speciali.
Il libro IV tratta delle concessioni e del partenariato pubblico privato.
Il libro V tratta infine del contenzioso e dell’autorità nazionale anticorruzione, nonché delle disposizioni finali e transitorie.

Ora la parola è al Governo che può approvarlo o modificarlo anche se dopo aver affidato l’incarico alla massima autorità di giustizia amministrativa si potrebbe creare qualche problema.

LE DECISIONI DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 4 NOVEMBRE PER LA SANITA’

Il Consiglio dei Ministri si è riunito venerdì 4 novembre 2022, alle ore 18.20 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, del Ministro della difesa Guido Crosetto e del Ministro della salute Orazio Schillaci, ha approvato un decreto-legge che, tra l’altro, introduce disposizioni urgenti di proroga delle misure per il servizio sanitario della regione Calabria.

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SOTTOSCRITTO IL 2 NOVEMBRE IL NUOVO CCNL DEL COMPARTO DELLA SANITA’

L’ARAN con un suo comunicato informa che in data 2 novembre 2022 alle ore 15,15 l’Aran e le parti sindacali hanno definitivamente sottoscritto il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Sanità per il triennio 2019/2021.

Il CCNL si caratterizza per numerose e rilevanti innovazioni concernenti aspetti salienti del trattamento normo-economico del personale.

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IL DIRITTO DEI CITTADINI DI DIFENDERE LA LORO SALUTE COMPRENDE ANCHE QUELLO DI POTER MANIFESTARE

Purtroppo il nostro Servizio Sanitario Nazionale un tempo ritenuto tra i migliori al mondo, a causa dei tagli ai finanziamenti e al personale, ha gravissimi problemi e spesso non riesce a rispondere alle aspettative dei cittadini i quali sono talora costretti a manifestare in maniera civile per far conoscere le proprie ragioni.

Ora si apprende che il Governo ha approvato lunedì 31 ottobre un decreto legge recante misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei raduni illegali.

Il testo del decreto, che reca il n. 162, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo stesso giorno all’art. Art. 5: Norme in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali recita quanto segue:

Dopo l’articolo 434 del codice penale e’ inserito il seguente:
«Art. 434-bis (Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica). – L’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica.
Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000. Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena e’ diminuita.
E’ sempre ordinata la confisca ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato di cui al primo comma nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell’occupazione.».

All’articolo 4, comma 1, del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo la lettera i-ter), e’ aggiunta la seguente: «i-quater) ai soggetti indiziati del delitto di cui all’articolo 434-bis del codice penale.».

A parte il fatto che i cittadini che manifestano per la loro salute, ove necessario, chiedono sempre le autorizzazioni del caso, informando anche la Questura, esistono alcun tipi di manifestazione che non richiedono alcuna autorizzazione come i flash mob ed altre tipologie, che invece, dalla lettura delle notizia riportate dalla stampa verrebbero fatte rientrare in questa norma.

Oltre ad essere penalizzati per i problemi dei pronto Soccorso, le difficoltà di accesso alle prestazioni, le liste di attesa, il taglio dei servizi e i mille problemi che sono chi ha occasione di ammalarsi conosce, ora c’è anche il rischio di essere puniti per aver difeso un diritto costituzionale, mentre talora i responsabili per le omissioni o la colpevole interruzione di un pubblico servizio non vengono perseguiti.

IL PERSONALE DEL SSN E’ ALLO STREMO, MANCANO DECINE DI MIGLIAIA DI UNITA’ . DOPO LE PROMESSE COSA VUOLE FARE IL GOVERNO?

Da quanto si legge nel documento sul personale del Sistema Sanitario Italiano pubblicato dal Ministero della salute ad agosto 2022 le unità in servizio nelle strutture pubbliche del SSN sono passate dalle 888.367 del 2000 alle 617.466 del 2020, ripartite come segue: 72,3% ruolo sanitario; 17,8% ruolo tecnico; 9,7% ruolo amministrativo e lo 0,2% ruolo professionale[1].

Nell’ambito del ruolo sanitario il personale medico era di 103.092 unità, mentre gli infermieri erano 276.257 con un rapporto di 2,6 infermieri per ogni medico.

Il Servizio Sanitario Nazionale ha una media di 4,63 infermieri per 1000 abitanti contro i 10,8 della Francia e i 13,2 della Germania.

Il personale del SSN a tutti i livelli è oramai allo stremo soprattutto nei reparti di emergenza ma nonostante le promesse fatte durante la campagna elettorale non viene fatto nulla.

Lo spirito aziendalistico che anima certi direttori generali li porta ad affidare all’esterno anche quelli che dovrebbero essere servizi “core” come i servizi di emergenza.

Viene fatto risalire al 1996 l’avvio dell’outsourcing[2] termine con il quale si intende il trasferimento, in base a un rapporto di tipo contrattuale, della produzione di servizi e attività strumentali, che in precedenza erano svolte al proprio interno, ad imprese private[3] con il coinvolgimento di operatori portatori di competenze non presenti altrimenti nelle aziende e negli enti del SSN.

Le scelte politiche del Parlamento hanno di fatto indotto gli enti e le aziende di tutte le regioni, comprese quelle in Piano di rientro, al fine di assicurare comunque i servizi, ad appaltare all’esterno sia i servizi economali (pulizie, ristorazione, lavaggio della biancheria piana e delle divise) che quelli tecnologici (manutenzione, riscaldamento), quelli informatici, quelli vigilanza, ecc. ma anche quelli sanitari (ausiliariato, assistenza domiciliare, ecc.), o reclutando personale presso agenzie per il lavoro.

Il risultato di queste scelte è stato un aumento notevole della spesa per i servizi che supera il 50% del totale e conseguentemente della spesa complessiva, tanto che in alcune aziende è raddoppiata dal 2000 al 2020.

L’aumento del numero degli appalti espone le aziende anche a rischio di corruzione.

Nello stesso tempo la qualità di molti servizi invece di migliorare è peggiorata.

A questo si aggiungono le problematiche relative al personale delle ditte appaltatrici che nel caso di un nuovo appalto si trova a dover combattere per vedere riconosciute le clausole sociali di tutela previste nello schema di contratto tipo.

A quanto sopra si sono aggiunte le misure straordinarie per il rafforzamento del personale sanitario nell’emergenza Coronavirus per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a tempo determinato al personale delle professioni sanitarie e ad operatori socio sanitari.

Di recente la rivista The Lancet ha effettuato uno studio da cui risulta che l’esternalizzazione di servizi sanitari a società aventi scopo di lucro introdotta nel NHS nel 2012 avrebbe influenzato la qualità dei servizi sanitari e il tasso di mortalità evitabile[4].

Appare evidente come questa situazione debba essere invertita.


[1] Fonte: Ministero della salute, Annuario statistico 2020

[2] Ministero della sanità, Linee Guida n. 2/1996.

[3] G. Vetritto, L’esternalizzazione strategica nelle amministrazioni pubbliche, Rubbettino Edizioni, Soveria Mannelli (CZ) 2006.

[4] B. Goodair, A. Reeves, Outsourcing health-care services to the private sector and treatable mortality rates in England, 2013–20: an observational study of NHS privatization, The Lancet.com/public-health Vol 7: e638-e646, July 2022

CON ORDINANZA DEL MINISTRO DELLA SALUTE DEL 31 OTTOBRE VIENE PROROGATO L’OBBLIGO DELLE MASCHERINE NEGLI OSPEDALI E NELLE RSA PER OPERATORI, PAZIENTI E VISITATORI, MA LO STESSO GIORNO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI STABILISCE CHE IN OSPEDALE TORNINO MEDICI E OPERATORI SANITARI NON VACCINATI

Il Ministro della salute Schillaci il 31 ottobre ha firmato una Ordinanza (pubblicata lo stesso giorno sulla gazzetta ufficiale n. 255) per prorogare l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte dei lavoratori, degli utenti e dei visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’art. 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017. Non hanno l’obbligo di indossare il dispositivo di protezione delle vie respiratorie: a) i bambini di eta’ inferiore ai sei anni; b) le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo.

Lo stesso giorno 31 ottobre il Consiglio dei Ministri ha anticipato la cessazione dell’obbligo vaccinale per tutti i medici e gli operatori sanitari e di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, nelle parafarmacie e negli studi professionali, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza.

Appare difficile non leggere una discrasia tra i due provvedimenti anche perché sia i medici che gli infermieri e gli OSS possono entrare in contatto diretto con i pazienti ricoverati potendo quindi essere contagiati (nel caso in cui non siano vaccinati) oppure, a loro volta, contagiare i pazienti.

APPROVATE DAL MINISTERO DELLA SALUTE LE GRADUATORIE PER IL FINANZIAMENTO DELLA RICERCA BIOMEDICA

Il Ministero della salute comunica che sono 226 i progetti di ricerca biomedica che accederanno ai 262.070.000 euro di finanziamenti per la ricerca sanitaria messi a disposizione dal ministero della Salute con il primo avviso pubblico del Piano nazionale di ripresa e resilienza, pubblicato il 20 aprile 2022.

Grazie ai fondi europei #NextGenerationUE, i ricercatori che operano nel Servizio sanitario nazionale potranno condurre progetti di ricerca sanitaria per assicurare lo sviluppo e la qualità delle prestazioni del Servizio sanitario ai cittadini in tema di Malattie rare, Malattie croniche non trasmissibili, ad alto impatto sui sistemi sanitari e socio-assistenziali, e  Proof of Concept.

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IL MINISTRO SPERANZA CON DM DEL 24 AGOSTO HA DETERMINATO I CRITERI PER DESTINARE I FONDI AGLI IZS E AGLI ISTITUTI DI RICERCA PER L’ ATUAZIONE DEL D.LGS 26 DEL 2014 CHE PREVEDE TECNOLOGIE SPERIMENTALI ALTERNATIVE ALLA RICERCA SUGLI ANIMALI

Con decreto del 24 agosto scorso il Ministro Speranza ha individuato gli istituti zooprofilattici sperimentali, gli enti pubblici di ricerca e le università (di seguito denominati brevemente «Enti») a cui destinare, per l’anno2022, i fondi di cui all’art. 41, comma 2, lettera c-bis), punto 2),del decreto legislativo n. 26 del 2014. 2. Per le finalità di cui al comma 1, sono individuati quali destinatari dei fondi gli enti che, a decorrere dall’entrata in vigore del decreto legislativo n. 26 del 2014, hanno presentato, o hanno preso parte quali unità operative, ad almeno un progetto di ricerca, corrente o finalizzata, rientrante nel campo di applicazione del decreto legislativo n. 26 del 2014 ed approvato dal Ministero della salute nell’ambito dell’attività di cui all’art. 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, concernente le linee di ricerca di sanità animale e di benessere animale, che prevede procedure di ricerca e sviluppo, attraverso tecnologie sperimentali, di un metodo sostitutivo al modello animale.

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