IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E’ UN SERVIZIO PUBBLICO E TALE DEVE RIMANERE

Al momento dello scoppio dell’epidemia da più parti si sono alzate molte voci per sollecitare l’aumento del finanziamento pubblico per la sanità e per il potenziamento del servizio pubblico anche in relazione alla numerosità dei morti in Lombardia che aveva fatto dell’affidamento al privato dell’assistenza territoriale – individuata come il nodo che non ha funzionato – uno dei suoi cavalli di battaglia.

Così il Fondo Sanitario Nazionale è arrivato nel 2022 al 7,3 del PIL.

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AGENAS ANNUNCIA L’AVVIO DELLA CALL FOR GOOD PRACTICE 2022

AGENAS comunica l’avvio della Call for Good Practice (Quattordicesima edizione), attiva dal 18 luglio 2022 al 30 settembre 2022, ultima data utile per l’inserimento; mentre il termine per la validazione da parte referenti regionali è fissato per il 14 ottobre 2022.

Le Buone Pratiche relative alla Call 2022 dovranno riguardare l’utilizzo di interventi, strumenti, tecnologie per la gestione delle 3 Key Action Areas, identificate nel documento “Medication Without Harm” della WHO Global Patient Safety Challenge:


– polifarmacoterapia;
– situazioni ad alto rischio;
– transizioni delle cure.

Per poter procedere con la compilazione della/e scheda/e di rappresentazione delle esperienze, è necessario accedere all’area riservata. È possibile inserire più di una scheda, effettuare il salvataggio e riprendere il lavoro in un momento successivo.

Al termine della fase di inserimento, le esperienze saranno trasmesse al proprio referente regionale, che le valuterà e procederà con l’eventuale validazione.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito https://buonepratiche.agenas.it/ scrivere a call@agenas.it

La scelta irresponsabile dei 5 stelle

La spallata dei 5 stelle al Governo Draghi rigetta la sanità italiana (nella quale i 5 stelle erano presenti con il sottosegretario Sileri) in una situazione di gravissimo rischio a causa della nuova ondata di pandemia.

A questo si aggiungono tutti i fondi del PNRR ancora in fieri, che rischiano di non essere completati entro la scadenza con il risultato di perdere i finanziamenti e di dover coprire le spese già sostenute con fondi tratti dal bilancio dello Stato, il cui deficit è già troppo elevato.

Le riforme il cui percorso era appena iniziato e che richiedono una costante attenzione da parte dell’amministrazione centrale per essere attuate dalle regioni rischiano di rimanere al palo.3

Le risorse della sanità che nel 2024 avrebbero dovuto raggiungere 15 miliardi in più rispetto al 2018 rischiano nuovi tagli.

A fare le spese per prime di questa situazione saranno le famiglie bisognose.

AL 25° CONGRESSO NAZIONALE DELL’ANAAO IL SEGRETARIO CARLO PALERMO HA LAMENTATO L’ESCLUSIONE DEL PERSONALE MEDICO DAI PROCESSI DECISIONALI….MA

Dalla relazione del segretario nazionale dell’ANAAO Carlo Palermo al 25° Congresso nazionale dell’ANAAO tenutosi a Napoli in questi giorni si legge quanto segue: “Il personale medico e sanitario ha subito, soprattutto nell’ultimo decennio, un progressivo svilimento del proprio ruolo dirigenziale e professionale: è stato escluso dalle pianificazioni e dalle programmazioni aziendali e regionali per essere costretto ad un ruolo di operaio superspecializzato di una fabbrica fordista con tanto di tempari e retribuzione legata al cottimo. L’esclusione dai processi decisionali dei professionisti del SSN, la parte di personale dotata di un bagaglio formativo universitario e specialistico tra i più vasti e importanti nella PA, è quanto meno una forma di ostracismo corporativo che denota la poca lungimiranza dell’area politica e burocratico-amministrativa che gestisce oggi l’azienda sanitaria. Diventa necessario un riconoscimento ai medici di un ruolo decisionale nella governance delle aziende, ripensando l’attuale modello, un potere assoluto verticistico e monocratico su cose e persone, ormai giunto al capolinea senza migliorare la qualità del servizio e senza mettere in ordine i conti, introducendo forme di partecipazione a modelli organizzativi ed operativi che riprendano il tema del “governo clinico”. La complessità del mondo sanitario non può, in sostanza, essere governata con i soli strumenti della cultura aziendalista, usati anche con non celate forme di autoritarismo, escludendo dai processi decisionali le categorie professionali nella illusione di costruire maxi aziende con mini medici”.

Al riguardo, è opportuno rammentare che uno degli organi delle aziende è il Collegio di direzione composto per legge dal direttore sanitario aziendale, dai direttori sanitari di presidio e di distretto e da tutti i direttori dei dipartimenti e che il parere del direttore sanitario aziendale parere è obbligatorio per l’approvazione degli atti, per cui sembra che ai medici sia stato riconosciuto molto più potere rispetto ad altre professionalità pur presenti nelle aziende, ma il problema è che non lo esercitano in quanto il Collegio di direzione è ridotto ad una serie di yesmen che approva tutto quello che gli viene sottoposto dal direttore generale senza alcuna osservazione.

LA RELAZIONE DELLE SEZIONI RIUNITE IN SEDE DI CONTROLLO DELLA CORTE DEI CONTI SUL GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE DEL RENDICONTO GENERALE DELLO STATO PER L’ESERCIZIO 2021

Il 24 giugno nell’aula delle Sezioni Riunite della sede centrale della Corte dei conti, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, ha avuto luogo il Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2021.

Dalla lettura della sintesi si apprende che anche nel 2021 l’attività dell’amministrazione è stata condizionata in misura rilevante dall’emergenza sanitaria e il ruolo del Ministero della salute è andato crescendo nel periodo: dei provvedimenti assunti nel complesso dalle amministrazioni centrali, 461 nel 2020 e 391 nel 2021, quelli di competenza esclusiva della Salute passano dal 29,1 per cento ad oltre il 50 per cento. Se si considerano anche quelli predisposti in collaborazione con altre amministrazioni centrali la quota supera nell’anno il 56 per cento (38 per cento nel 2020). Il Ministero ha predisposto nell’esercizio, in relazione all’emergenza Covid, 112 ordinanze (51 nel 2020), 76 circolari (72 nel 2020) e 6 decreti ministeriali.

Nell’esercizio, al di là del dato strettamente finanziario, l’attività del Ministero è stata orientata su più fronti: all’impegno profuso per contrastare il diffondersi della pandemia, si sono affiancate, da un lato, le attività richieste dalla necessità di recuperare i ritardi conseguenti al rallentamento delle attività di assistenza nel 2020; dall’altro, quelle volte a definire il quadro programmatico e le scelte regolamentari necessarie a sfruttare al meglio le opportunità che le risorse messe a disposizione dal Piano di ripresa e resilienza offrono ad una attuazione più rapida della riforma dell’assistenza e dell’ammodernamento delle strutture di ricovero, già da tempo nelle priorità dell’azione del ministero.

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LUNEDI’ 13 GIUGNO LA CAMERA E’ CONVOCATA PER DISCUTERE LE MOZIONI CONCERNENTI INIZIATIVE IN MATERIA DI PREVENZIONE E CURA DELLE MALATTIE ONCOLOGICHE, ANCHE NEL QUADRO DEL PIANO EUROPEO DI LOTTA CONTRO IL CANCRO

   La Camera, premesso che:

i tumori rappresento uno dei principali problemi sanitari a livello europeo, oggetto delle azioni e delle politiche sanitarie dell’Unione europea di cui all’articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonché la seconda causa di mortalità dopo le malattie cardiovascolari. Pertanto, nella definizione e nell’attuazione delle politiche e dell’attività dell’Unione europea viene garantito un elevato livello di protezione della salute umana, al fine di incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri e di migliorare la complementarità dei loro servizi sanitari;

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TAGLIARE LE RISORSE PER LA SANITA’ E’ UN OLTRAGGIO ALL’UMANITA’

Questa mattina (4 giugno 2022) i Papa ha ricevuto oltre cento direttori generali di aziende sanitarie e ospedaliere guidati da Tiziana Frittelli, presidente di Federsanità italiana.

Dopo un discorso di saluto della dott.ssa Frittelli il Papa ha pronunciato il seguente discorso pubblicato dall’Osservatore Romano:

Care amiche e cari amici, benvenuti!

Ringrazio la Presidente per le sue parole. Ha citato San Giuseppe Moscati, un “buon samaritano” davvero, che ha saputo incarnare uno stile di cura integrale, nel territorio. Anche la vostra Confederazione, che riunisce le Aziende Sanitarie Locali, Ospedaliere, e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, insieme ai rappresentanti dell’Associazione dei Comuni Italiani, ha un forte legame con il territorio, in una dinamica continua di scambio tra locale, regionale e nazionale. Con il vostro impegno, contribuite a mantenere il rapporto tra centro e periferia, tra piccolo e grande, tessendo relazioni e promuovendo percorsi di integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale.

Proprio a partire dall’identità del vostro organismo, vorrei proporre tre “antidoti” che possano aiutarvi a camminare nel solco tracciato.

Innanzitutto, la prossimità: è l’antidoto all’autoreferenzialità. Prossimità. Vedere nel paziente un altro me stesso spezza le catene dell’egoismo, fa cadere il piedistallo sul quale a volte siamo tentati di salire e spinge a riconoscerci fratelli, a prescindere dalla lingua, dalla provenienza geografica, dallo status sociale o dalla condizione di salute. Se nelle persone che incontriamo nelle corsie degli ospedali, nelle case di cura, negli ambulatori riusciamo a scorgere prima di tutto dei fratelli e delle sorelle, cambia tutto: la “presa in carico” smette di essere una questione burocratica e diventa incontro, accompagnamento, condivisione. Il nostro Dio è il Dio della prossimità. Lui stesso si è presentato così: nel Deuteronomio disse: “Quale popolo ha i suoi dei così vicini come tu con me?”. La prossimità, la vicinanza. Il nostro Dio, che è il Dio della prossimità, ha scelto di assumere la nostra carne, non è un Dio distante, irraggiungibile. Cammina con noi, sulle strade dissestate di questo mondo, come ha fatto con i discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24, 13-32), che si mette in ascolto dello smarrimento, delle angosce, del grido di dolore di ciascuno. A noi chiede di fare lo stesso. E questo è tanto più importante quando ci si trova nella malattia e nella sofferenza. Farsi prossimi significa anche abbattere le distanze, fare in modo che non ci siano malati di “serie A” e di “serie B”, mettere in circolo le energie e le risorse perché nessuno sia escluso dall’assistenza socio-sanitaria. E da qui quello che la Presidente ha ricordato sulla sanità pubblica: quando un Paese perde questa ricchezza che è la sanità pubblica, incomincia a fare distinzioni tra la popolazione, coloro che hanno accesso, che possono avere sanità, a pagamento, e coloro che sono senza servizio sanitario. Per questo è una ricchezza vostra, qui in Italia, la sanità pubblica: non perderla, per favore, non perderla!

Ecco allora il secondo antidoto: l’integralità, che si oppone alla frammentazione e alla parzialità. Se tutto è connesso, dobbiamo anche ripensare il concetto di salute in un’ottica integrale, che abbracci tutte le dimensioni della persona. Senza nulla togliere al valore delle competenze specifiche, curare un malato significa considerare non solo una certa sua patologia, ma la sua condizione psicologica, sociale, culturale e spirituale: il tutto. Quando Gesù guarisce qualcuno, oltre ad estirpare dal suo corpo il male fisico, gli restituisce la dignità, reintroducendolo nella società, dandogli una nuova vita. Naturalmente questo lo può fare solo Lui, ma l’atteggiamento, l’approccio alla persona è modello per noi. Una visione olistica della cura contribuisce a contrastare la “cultura dello scarto”, che esclude quanti, per diversi motivi, non rispondono a certi canoni. È una cultura di oggi, così, dello scarto. Quello che non serve è fuori. Usa e getta, a tutti i livelli. In una società che rischia di vedere i malati come un peso, un costo, occorre rimettere al centro ciò che non ha prezzo, non si compra e non si vende, cioè la dignità della persona. Le patologie possono segnare il corpo, confondere i pensieri, togliere le forze, ma non potranno mai annullare il valore della vita umana, che va tutelata sempre, dal concepimento alla fine naturale. Auspico che la ricerca e le varie professioni sanitarie abbiano sempre questo orizzonte.

E il terzo antidoto è il bene comune, come rimedio al perseguire interessi di parte. Anche in campo sanitario è frequente la tentazione di far prevalere vantaggi economici o politici di qualche gruppo a discapito della maggior parte della popolazione. E questo vale anche sul piano dei rapporti internazionali. Il diritto fondamentale alla tutela della salute — cito dalla Nuova Carta degli Operatori Sanitari — «attiene al valore della giustizia, secondo il quale non ci sono distinzioni di popoli e nazioni, tenuto conto delle oggettive situazioni di vita e di sviluppo dei medesimi, nel perseguimento del bene comune, che è contemporaneamente bene di tutti e di ciascuno» (n. 141). La pandemia ci ha insegnato che il “si salvi chi può” si traduce rapidamente nel “tutti contro tutti”, allargando la forbice delle disuguaglianze e aumentando la conflittualità. Occorre invece lavorare perché tutti abbiano accesso alle cure, perché il sistema sanitario sia sostenuto e promosso, e perché continui ad essere gratuito. Tagliare le risorse per la sanità è un oltraggio all’umanità.

Prossimità, integralità e bene comune: vi consegno questi “antidoti”, con l’incoraggiamento a continuare a operare a servizio dei malati e dell’intera società. San Giuseppe Moscati vi guidi nel vostro lavoro quotidiano e vi doni la sapienza del curare e del custodire. Vi benedico di cuore e vi affido all’intercessione della Vergine Maria. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

OMS: MONITORAGGIO DELLA SALUTE PER SUSTAINABLE DEVELOPMENT GOALS

A oltre due anni dal suo inizio, la pandemia di COVID-19 continua a causare gravi disagi alla salute sistemi in tutto il mondo. Non solo la fornitura dei servizi sanitari essenziali è ritardata, ma anche la pandemia ha anche interrotto gli sforzi globali per monitorare e tenere traccia dei dati sanitari, privando analisti e ricercatori della chiave informazioni in un momento molto critico.

Molti uffici statistici nazionali e ministeri della salute hanno utilizzato nuovi metodi di raccolta dei dati per aggirare il problema catastrofe. Sfortunatamente, non tutti gli Stati membri avevano le risorse o la capacità di adattarsi, lasciando le proprie statistiche e sistemi informativi ancora più indietro. Al momento in cui scrivo, sono stati segnalati all’OMS oltre 500 milioni di casi di COVID-19 e 6 milioni di decessi.

Ma i limiti nei test e i sistemi di informazione sanitaria di molti paesi significano che il vero bilancio è molto più alto.

Per questo motivo, l’OMS ha anche prodotto stime dell’eccesso di mortalità associato direttamente o indirettamente a la pandemia di COVID-19.

Le statistiche mondiali sulla salute dell’OMS 2022 includono un’analisi dell’evoluzione epidemiologica della pandemia negli ultimi due anni, compreso l’impatto dell’eccesso di mortalità, insieme a un riepilogo delle interruzioni servizi sanitari in tutto il mondo. Il rapporto presenta anche i dati più recenti per oltre 50 indicatori relativi alla salute per il Sostenibile Obiettivi di sviluppo e obiettivi “Triple Billion” dell’OMS e fornisce statistiche complete a livello di paese sia per il carico di malattia che per la fornitura di servizi per il primo anno della pandemia.

Di conseguenza, mostra un aumento complessivo dell’aspettativa di vita e dell’aspettativa di vita in buona salute negli ultimi 20 anni delle riduzioni della mortalità materna e infantile e della mortalità prematura per malattie non trasmissibili, che hanno entrambi avuto un impatto positivo sulla salute globale. Il rapporto include anche i dati sui due principali indicatori per la copertura sanitaria universale: la misura in cui le persone hanno accesso ai servizi sanitari essenziali; e la misura in cui devono affrontare difficoltà finanziarie di conseguenza di dover pagare per quei servizi di tasca propria.

Mentre la copertura del servizio sanitario è migliorata dal 2000 la spesa sanitaria catastrofica è peggiorata.

Ci aspettiamo che la pandemia di COVID-19 rallenterà i progressi compiuti nella copertura dei servizi e il peggioramento della protezione finanziaria, in particolare per i più vulnerabili popolazioni.

Nonostante queste battute d’arresto, l’OMS rimane impegnata a sostenere i paesi per migliorare i dati sanitari e sistemi informativi, per mostrare chi viene lasciato indietro e dove i paesi possono fare i migliori investimenti per i maggiori guadagni di salute.

Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus
Director-General
World Health Organization

IL CONSIGLIO DI STATO ESPRIME UN PARERE FAVOREVOLE SUBORDINATO A NUMEROSE MODIFICHE SULLO SCHEMA DI DECRETO RECANTE “MODELLI E STANDARD PER LO SVILUPPO DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE NEL SSN”

Con la nota del 22 aprile 2022 prot. n. 6972 il Ministero della salute ha trasmesso il documento denominato schema di decreto recante “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale” per acquisire il parere del Consiglio di Stato.

Il Ministero ha depositato una lunga serie di allegati e di documenti.

Al riguardo il Consiglio, dopo aver audito il Capo di gabinetto, il vice capo di gabinetto e il direttore dell’Unità di missione per l’attuazione degli interventi del PNRR, nella seduta del 10 maggio scorso ha espresso il proprio parere favorevole, peraltro condizionato ad una lunga serie di modifiche e integrazioni.

In effetti, la volontà del Ministero sembra essere quella del potenziamento dei Livelli essenziali di assistenza (LEA) distrettuale definiti con d.p.c.m. 12 gennaio 2017:
a) assistenza sanitaria di base;
b) emergenza sanitaria territoriale;
c) assistenza farmaceutica;
d) assistenza integrativa;
e) assistenza specialistica ambulatoriale;
f) assistenza protesica;
g) assistenza termale;
h) assistenza sociosanitaria domiciliare e territoriale;
i) assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale

Peraltro ad avviso dello scrivente il testo presentato non consente di raggiungere detto obiettivo a causa di una notevole serie di incongruenze attinenti in particolare all’emergenza sanitaria territoriale.

Ci si augura che, grazie al parere del Consiglio di Stato possa essere rivisto il testo in modo da assicurare effettivamente una uguaglianza dei LEA distrettuali a tutti i cittadini italiani, ovunque si trovino.

ANALISI COMPARATA DELLE CURE PRIMARIE IN EUROPA

Con un Comunicato stampa l’AGENAS informa che è stato pubblicato un nuovo Supplemento alla rivista Monitor con il quale l’Agenzia intende effettuare un’analisi comparativa dei modelli organizzativi dell’assistenza primaria in sei Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia.
La letteratura e le evidenze scientifiche dimostrano che, a livello internazionale, Sistemi caratterizzati da un’assistenza sanitaria di base (primary care) forte e ben strutturata presentano migliori risultati in termini di salute della popolazione assistita, grazie a un aumento dell’efficienza in termini di qualità dell’assistenza, abbinata a una crescita della soddisfazione dei pazienti per le prestazioni ricevute.

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