I CARABINIERI DEL NAS HANNO INFERTO UN NUOVO COLPO ALLA MALAVITA ORGANIZZATA CHE SFRUTTA I BRACCIANTI EXTRACOMUNITARI UTILIZZANDO ANCHE PERICOLOSI PESTICIDI

Una nuova, importantissima, operazione del NAS dei Carabinieri, con l’impiego di ben 50 militari dell’Arma è stata effettuata ieri 19 aprile a seguito della scoperta di un’associazione a delinquere dedita allo sfruttamento di manodopera extracomunitaria in agricoltura, a estorsioni e all’impiego illecito di fitofarmaci non autorizzati nelle coltivazioni in serra.

L’organizzazione malavitosa operava tra Venezia e Latina.

 Il GIP del Tribunale di Latina ha emesso provvedimenti restrittivi della libertà personale nei confronto di sette persone .

Si tratta di un colpo molto importante nei confronti dello sfruttamento del caporalato ma anche per colpire l’utilizzo di pesticidi in cui commercio è addirittura non autorizzato in Italia perché ritenuti dannosi per la salute umana.

Anche l’uso improprio dei fitofarmaci, specialmente nelle serre, senza che il datore di lavori fornisca ai braccianti i dispositivi individuali di protezione è da condannare in quanto li espone a gravissime malattie.

MINISTERO DELLA SALUTE: LA CIRCOLARE CON IL PARERE DEL CTS DELL’AIFA SUL VACCINO ASTRA ZENECA

Roma, Lungotevere Ripa, palazzo ex ONMI, sede del Ministro della Salute

Con una asciutta nota datata 7 aprile 2021 il dott. Giovanni Rezza, Direttore generale del Dipartimento della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, facendo seguito alla nota circolare prot. N° 8811-08/03/2021-DGPRE e alla nota circolare prot. N° 11156-19/03/2021-DGPRE, visto il parere della CTS di AIFA (allegato1) acquisito con prot. N° 14357-07/04/2021-DGPRE, sentito il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità, ribadendo che il vaccino Vaxzevria è approvato a partire dai 18 anni di età, sulla base delle attuali evidenze, tenuto conto del basso rischio di reazioni avverse di tipo tromboembolico a fronte della elevata mortalità da COVID-19 nelle fasce di età più avanzate, si rappresenta che è raccomandato un suo uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni.

In virtù dei dati ad oggi disponibili, chi ha già ricevuto una prima dose del vaccino Vaxzevria, può completare il ciclo vaccinale col medesimo vaccino.

L’ATTIVITA’ FISICA ALLUNGA LA VITA

La Strategia della Regione Europea OMS per l’attività fisica 2016-2025, adottata nel settembre 2015 dal Comitato Regionale per l’Europa, considera l’attività fisica quale fattore trainante per il benessere e la salute delle popolazioni, con particolare attenzione all’incidenza di malattie croniche non trasmissibili, associate a comportamenti sedentari.

La strategia mira a ridurre la prevalenza dell’insufficiente attività fisica entro il 2025 e costituisce uno dei nove obiettivi previsti a livello mondiale dal “Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie croniche non trasmissibili 2013–2020” dell’OMS. L’aumento dei livelli di attività fisica è fondamentale per il raggiungimento di altri tre obiettivi mondiali entro il 2025:

  • La riduzione relativa del 25% della mortalità precoce dovuta a malattie cardiovascolari, tumori, diabete o malattie respiratorie croniche;
  • La riduzione relativa del 25% della prevalenza dell’ipertensione, oppure, a seconda della situazione nazionale, il contenimento della prevalenza dell’ipertensione;
  • L’arresto dell’aumento del diabete e dell’obesità.

La Conferenza Stato-Regioni in data 7 marzo 2019 ha approvato le «Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione» predisposte dal Ministero della salute in base alle quali le aziende sanitarie devono promuovere stili di vita sani coinvolgendo le amministrazioni locali e gli altri enti preposti.

Nella società che invecchia l’attività motoria ha un ruolo fondamentale come stile di vita per gli anziani e in particolare i programmi di attività fisica adattati[1] (AFA) per specifiche alterazioni croniche della stato di salute e per la prevenzione della disabilità. Si tratta di attività non sanitarie (gruppi di cammino, ginnastica dolce), che hanno come obiettivo comune di outcome il benessere psicofisico del paziente affidato.


[1]L. PANELLA, Attività fisica adattata. Strategia di contrasto alla cronicità, Hermes edizioni, Potenza, 2011

IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO I TUMORI LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE UE LANCIA UN PIANO EUROPEO PER BATTERE IL CANCRO

Il 4 febbraio è la Giornata mondiale contro il cancro e da quanto si apprende da Quotidiano Sanità proprio ieri alla vigilia di questo importante appuntamento la Presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen ha annunciato il Piano europeo di lotta contro il cancro.

Un Piano molto ambizioso che parte dalla constatazione che nell’anno 2020 ben 2, 7 milioni di persone nella UE hanno avuto una diagnosi di tumore e che un altro 1,3 milione di persone ha perso la vita.

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LA PROPOSTA PORTATA IN CONSIGLIO DEI MINISTRI PER L’UTILIZZO DEL FINANZIAMENTO EUROPEO DENOMINATO “NEXT GENERATION”

Come da convocazione ieri 7 dicembre si è riunito il Consiglio dei Ministri per esaminare il Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’utilizzo dei fondi europei del “Next generation”

Com’è noto la seduta è stata rinviata ad oggi 8 dicembre.

Per quanto riguarda la salute, come qualcuno ricorderà il Ministero della salute aveva avanzato una richiesta di 68 miliardi articolati in 20 progetti (dal potenziamento dell’assistenza territoriale, a un nuovo modello di RSA, all’evoluzione del Fascicolo sanitario Elettronico, al rafforzamento della tutela della salute nella scuola, al contrasto alla migrazione sanitaria, al potenziamento dei sistemi di prevenzione della salute in rapporto all’ambiente, al riordino degli IRCCS, alla sicurezza alimentare, ecc.), ma nel documento sottoposto al Consiglio dei Ministri sono stati previsti solo 9,00 miliardi, mentre la fetta maggiore andrà ad altre missioni:
-48,7 MLD a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
– 74,3 mld a Rivoluzione verde e transizione ecologica;
– 27,7 mld a Infrastrutture per una mobilità sostenibile;
– 19,2 mld a Istruzione e ricerca;
– 17,1 mld a Parità di genere, coesione sociale e territoriale;

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MOLTO CRITICO IL RAPPORTO PiT SALUTE 2020 DI CITTADINANZA ATTIVA SULLE SCELTE POLITICHE DEGLI ULTIMI ANNI CHE HANNO MESSO IN GINOCCHIO IL SSN

E’ stato presentato questa mattina in live streaming il XXIII Rapporto PiT Salute di Cittadinanzattiva focalizzato quest’anno sull’ accesso alle prestazioni e assistenza territoriale le principali criticità che uniscono l’Italia negli ultimi 5 anni.

Il Servizio Sanitario Nazionale ha mostrato tutta la sua fragilità: la difficoltà di accesso alle prestazioni resta la voce più segnalata dai cittadini, sebbene in leggera diminuzione, negli ultimi 5 anni (30,5% nel 2015, 25,4% nel 2019), mentre cresce parallelamente il dato relativo all’assistenza territoriale (11,5% nel 2015, 19,7% nel 2019).

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I POVERI E IL COVID-19

Oggi 15 novembre è la giornata dei poveri e alcuni quotidiani, ma in particolare l’Osservatore Romano, dedicano ampio spazio a questa ricorrenza analizzando quanto si è fatto e quanto si intende fare per combattere la povertà che a causa della crisi economica procurata dall’epidemia si espande a macchia d’olio.

Qui desidero occuparmi in particolare dei rapporti tra le persona prive di disponibilità economica e il COVID-19. Ci troviamo infatti di fronte ad una gravissima situazione di disuguaglianza.

Tutti conoscono la Costituzione e in particolare l’art. 32 secondo cui “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

La lotta all’epidemia è interesse della collettività e la Repubblica, che è costituita da Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato dovrebbe fare ogni sforzo per assicurare il rispetto di questa disposizione, ma nei fatti purtroppo ciò non avviene perché il COVID-19 ha reso ancora più difficile per i poveri, per le persone che dispongono di un basso livello di cultura, la possibilità di accedere alla prevenzione e alle cure con il risultato che rischiano di più degli altri sia di essere contagiati che di morire per altre patologie vista la difficoltà in questo periodo di accedere alle visite o agli accertamenti di routine per altre malattie.

Purtroppo l’epidemia ha nesso a nudo le carenze dell’assistenza territoriale e con essa del sistema della prevenzione; il Governo la scorsa estate ha adottato dei provvedimenti per consentire alle Regioni di potenziare l’assistenza territoriale, ma non si è fatto nulla e la nuova ondata epidemica, ancora una volta, colpisce soprattutto le persone fragili.

Le Aziende sanitarie potrebbero fare molto per andare incontro anche alle esigenze delle persone in difficoltà economica o che comunque hanno difficoltà di accesso alle informazioni e alle cure, ma non risulta che facciano nulla.

L’ULTIMO INSTANT REPORT DI ALTEMS SUI MODELLI ORGANIZZATIVI DI RISPOSTA AL COVID-19

L’Alta Scuola d Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica proseguendo nell’analisi dei modelli organizzativi di risposta al COVID-19 ha pubblicato in data 29 ottobre un nuovo Instant Report con l’obiettivo di presentare un confronto sistematico dell’andamento della diffusione del Sars-COV-2 a livello nazionale e in 6 Regioni italiane, che rappresentano il 52% della popolazione nazionale e che al 27 Ottobre hanno il 57% dei positivi al virus rispetto al totale dei positivi sul territorio nazionale e il 65% dei casi. In queste Regioni sono deceduti l’81% delle 37.700 persone che abbiamo perduto dall’inizio del contagio.
• Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica ha elaborato un sistema di indicatori utile a valutare l’effetto che i diversi provvedimenti emergenziali (adottati a livello nazionale e a livello regionale) hanno avuto sull’andamento del contagio e per comprendere le implicazioni sui modelli organizzativi progressivamente adottati sul territorio nazionale.
• La finalità è comprendere meglio le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid-19 in contesti diversi per
trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza.

Si tratta di un report veramente molto interessante ed utile.

Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale

E’ stato pubblicato il documento del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di sanità, con la collaborazione di Regioni, Protezione civile, Aifa, Inail, Spallanzani, Università Cattolica, Areu 118 Lombardia e Istituto Bruno Kessler) che pianifica tutte le attività volte a minimizzare i rischi posti dall’epidemia e per migliorare il loro impatto durante l’attuale fase di emergenza.

Il documento mira a a rafforzare lo stato di preparazione dei sistemi sanitari nelle regioni al fine di fronteggiare in modo ottimale un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-COV-2 nonché i diversi scenari possibili nella stagione autunno inverno 2020-2021.

Sono stati individuati otto pilastri:
Pilastro 1. Coordinamento nazionale, pianificazione, e monitoraggio
Pilastro 2. Comunicazione del rischio e coinvolgimento della popolazione
Pilastro 3. Sorveglianza, team di risposta rapida, indagine sui casi
Pilastro 4. Punti di ingresso/sanità transfrontaliera
Pilastro 5. Laboratori nazionali
Pilastro 6. Infection prevention and control (IPC)
Pilastro 7. Gestione clinica dei casi
Pilastro 8. Supporto operativo e logistica

Qui è possibile scaricare il documento:

IRRESPONSABILITA’ DI GREGGE

Il Ministero della salute sul proprio sito ha pubblicato l’analisi sullo stato dell’epidemia che è in rapido peggioramento e compatibile complessivamente con uno scenario di tipo 3 con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane.

Secondo il monitoraggio relativo al periodo 12-18 ottobre 2020 “la situazione evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse Regioni e province autonome”

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