IL FOCUS DELL’UPB SUL PNRR E LA SANITA’: FINALITA’, RISORSE E PRIMI TRAGUARDI RAGGIUNTI

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha pubblicato ieri 3 agosto il Focus n. 4 dedicato al “PNRR e la sanità: finalità, risorse e primi traguardi raggiunti”, nel quale viene presentato un quadro degli interventi del PNRR previsti nell’ambito della Missione Salute, volti al potenziamento del sistema sanitario.

In particolare, sono stati approfonditi alcuni aspetti finanziari, come la distribuzione delle risorse sul territorio e la questione del finanziamento degli oneri correnti per la gestione dei nuovi o potenziati servizi che il PNRR renderà disponibili. Inoltre, ci si è soffermati brevemente sugli obiettivi programmati entro il primo semestre del 2022, tutti raggiunti entro la scadenza.

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COMPLETATI ENTRO IL 30 GIUGNO 2022 I 45 OBIETTIVI E CHIESTA L’EROGAZIONE DELLA SECONDA RATA DEL NEXT GENERATION EU

Sono stati conseguiti nei tempi previsti tutti i 45 traguardi e obiettivi indicati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per il primo semestre 2022.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha quindi inviato alla Commissione europea la richiesta relativa al pagamento della seconda rata dei fondi del Pnrr del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti.
L’importo effettivo che sarà erogato – spiega il ministero dell’Economia – “è pari a 21 miliardi di euro (suddivisi fra 10 miliardi di sovvenzioni e 11 miliardi di prestiti), al netto di una quota che la Commissione trattiene su ogni rata di rimborso, pari al 13% del prefinanziamento ricevuto ad agosto 2021 dall’Italia. L’erogazione delle risorse da parte della Commissione europea avverrà nei prossimi mesi all’esito dell’iter di valutazione previsto dai regolamenti”.

In particolare per quanto riguarda la sanità si è provveduto:

a) alla sottoscrizione tra ciascuna Regione e il Ministero della salute di un Contratto istituzionale di sviluppo riferito ai seguenti quattro investimenti, corredato da un Piano operativo regionale:
a) case della Comunità e presa in carico della persona;
b) casa come primo luogo di cura e telemedicina;
c) rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità);
d) ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero.
b) all’adozione del decreto ministeriale che reca la definizione del nuovo modello organizzativo per la rete di assistenza sanitaria territoriale (c.d. decreto 71), dopo aver acquisito il parere del Consiglio di Stato, è stato trasmesso il 24 maggio 2022 per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il decreto sarà sottoposto alla registrazione della Corte dei conti.

Ora il Governo ha presentato la richiesta per l’erogazione della seconda tranche dei fondi del PNRR del valore complessivo di 24,1 miliardi di euro, di cui 11,5 miliardi di contributi a fondo perduto e 12,6 miliardi di prestiti. 

IL NUOVO RAPPORTO OSSERVA SALUTE 2021 DELL’UNIVERISTA’ CATTOLICA DI ROMA

L’Osservatorio nazionale sulla salute dell’Università cattolica di Roma ha pubblicato il suo nuovo Rapporto relativo all’anno 2021

Nella premessa del dott. Alessandro Solopaca e del prof. Walter Ricciardi si legge che lo scenario futuro della sanità appare quanto mai incerto a causa degli effetti dell’emergenza sanitaria di Corona Virus Disease-19 (COVID-19).

In questi 2 anni, secondo gli autori della premessa si sono interrotte o rallentate le attività di prevenzione e, soprattutto, i percorsi di cura per malati cronici. Queste circostanze fanno presagire degli effetti negativi sulla salute della popolazione che si protrarranno anche per il futuro e che si vanno ad aggiungere alle conseguenze dirette, ancora poco conosciute, del virus.

L’emergenza sanitaria, sempre secondo gli autori della premessa, ha messo a nudo, con chiarezza, tutti i limiti del nostro sistema, poiché e risultato incapace di fronteggiare una crisi sanitaria, soprattutto dal punto di vista organizzativo e delle risorse disponibili. Alcuni esempi su tutti, l’incapacità di gestire l’emergenza sul territorio e nelle strutture sanitarie per anziani, la drammatica carenza del personale medico e infermieristico e dei posti letto nelle Terapie Intensive.

Da questa emergenza nasce l’opportunità per rivedere alcune scelte e strategie, per migliorare e rendere più efficace ed efficiente un sistema. Infatti, si e avviato un processo virtuoso per ridisegnare l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e impegnare maggiori risorse per investimenti finalizzati alla modernizzazione.

Grazie ai fondi del PNRR destinati alla sanità sarà possibile avviare la modernizzazione del sistema, anche se permane una atavica carenza di risorse economiche per la gestione corrente che ci colloca ancora al di sotto dei maggiori Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

Gli autori ritengono che gli stanziamenti previsti nella Legge di Bilancio per il 2022 siano ancora insufficienti per far fronte al costo dell’innovazione e all’aumento della domanda sanitaria connessa all’invecchiamento della popolazione.

Il Rapporto Osservasalute tratta anche della modernizzazione del sistema di cure.

In particolare Ricciardi e Solopaca hanno evidenziato alcuni punti:

1- La prevenzione resta uno dei punti cardine delle strategie del SSN, perché permette di evitare o procrastinare l’insorgenza delle patologie a elevato impatto sul sistema e sulla qualità di vita della popolazione.

2-L’integrazione è necessaria per contrastare la frammentazione dei servizi e delle prestazioni nell’offerta sanitaria e socio-sanitaria, promuovendone e migliorandone la continuità dell’assistenza ai vari livelli.

3- L’orientamento alla comunità risulta fondamentale perché in questo modo viene riconosciuto un ruolo attivo anche ai cittadini e alla comunità di riferimento, i quali da semplici fruitori passivi dell’offerta, vengono a qualificarsi come risorsa attiva per il sistema.

4- Il potenziamento delle reti di comunicazione e il processo di digitalizzazione sono importanti perché rendono attuabile la modernizzazione dei processi, attraverso la medicina a distanza, lo scambio di informazioni sul paziente tra i professionisti del settore e, in generale, il coordinamento della presa in carico dei pazienti, in un sistema di assistenza territoriale basato su un modello hub and spoke.

https://www.osservatoriosullasalute.it/wp-content/uploads/2022/06/ro-2021-completo.pdf

30 GIUGNO LE SCADENZE PER I PROGETTI DELLA SANITA’ PREVISTI DAL PNRR

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 26 maggio 2022, alle ore 16.50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.

l Sottosegretario alla Presidenza, Roberto Garofoli, ha svolto una relazione sullo stato del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e sui tempi di conseguimento dei 45 obbiettivi di giugno 2022.

La situazione per quanto riguarda la sanità appare sufficientemente buona, anche se le scadenze entro il secondo trimestre sono le seguenti:

1. M6C1-1 – Il testo della riforma dell’assistenza territoriale, per il quale il Consiglio di Stato, pur avendo di fatto, espresso parere favorevole all’ulteriore iter del provvedimento, lo ha condizionato ad una serie di integrazioni e correzioni. Pertanto entro il 30 giugno devono essere approvato il provvedimento di delega e il decreto attuativo;

2. M6C2-1 – Entrata in vigore del decreto legislativo che riguarda il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS);

3. M6C2-7 – Aggiudicazione degli appalti relativi all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero

4. M6C1-10 – Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità). Approvazione di un contratto istituzionale di sviluppo;

5. M6C1-2 – Case della Comunità e presa in carico della persona. Approvazione di un contratto istituzionale di sviluppo;

6. M6C1-4 –  Casa come primo luogo di cura e telemedicina. Approvazione delle linee guida contenenti il modello digitale per l’attuazione dell’assistenza domiciliari.

Sono in ballo altri 24,1 mld dall’Europa.

“IL DIRITTO ALLA SALUTE NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE” SARA’ PRESENTATO PER LA PRIMA VOLTA ALL’ABBAZIA DI SAN NILO DI GROTTAFERRATA DALL’ASSOCIAZIONE NUOVI CASTELLI ROMANI

Grottaferrata (RM), Abbazia di
San Nilo, 1004

Sabato 14 alle ore 10, l’Associazione Nuovi Castelli Romani presenta il mio nuovo libro “Il diritto alla salute nel Servizio Sanitario Nazionale” nell’Abbazia di San Nilo di Grottaferrata.

Interverranno l’autore della prefazione il prof. Cesare Pinelli, ordinario di diritto pubblico e il prof. Claudio Letizia, ordinario di medicina interna entrambi dell’Università “Sapienza” di Roma; il Sindaco del Comune di Frascati Francesca Sbardella, il Sindaco del Comune di Nemi Alberto Bertucci, il Sindaco del comune di Castel Gandolfo Milvia Monachesi e il direttore sanitario dell’azienda USL Roma 6 dott. Roberto Corsi.

Saranno presenti: mons. Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma; il sen. Bruno Astorre, Francesco Pittoni, Vice Presidente Vicario dell’UNAR; Francesco De Feo, Egumeno del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata e il dott. Ettore Pompili, Presidente onorario dell’Associazione NCR.

Il libro è diviso in sei parti:
1) Il processo della riforma
2) L’assistenza sanitaria
3) Organizzazione centrale del SSN
4) Organizzazione regionale del SSR
5) Strutture operative e loro funzioni
6) Diritti e responsabilità delle persone

Complessivamente sono 630 pagine con oltre 800 note di dottrina e giurisprudenza

Un libro scritto in maniera chiara e comprensibile anche per chi non ha una formazione giuridica e che spiega in maniera diffusa tutta la materia.

Molta attenzione è posta alla gestione delle risorse finanziarie, umane, strumentali e informatiche, ma anche sono trattate diffusamente anche tutte le altre funzioni come quelle dell’informazione e della partecipazione, princìpi rigorosamente dettati dalle norme e che troppo spesso non trovano riflesso nemmeno per sbaglio nell’operare concreto.

Viene sottolineata l’importanza degli organi di indirizzo (es. Sindaci, Conferenza locale sociale e sanitaria per le aziende sanitarie locali, ecc.) ma anche il ruolo dei cittadini proclamato da tutti, ma scarsamente rispettato.

Una occasione molto speciale, sia per il luogo prescelto che per le persone che saranno presenti.

Una occasione molto speciale, sia per il luogo prescelto che per le persone che saranno presenti.

Un volume che può essere utile per chi deve studiare, per chi vuole prepararsi per un concorso, ma anche per chi già lavora e vuole aggiornarsi anche per difendere i propri diritti, oltre che per avvocati che devono rappresentare qualche paziente o dipendente.

LA CORTE DEI CONTI INTERVINE PER IL RISPETTO DEI TEMPI DI REALIZZAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE, MA VALE ANCHE PER L’EDILIZIA SANITARIA

Con delibera n. 6 del 5 aprile 2022 la sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato è intervenuta sullo stato di realizzazione delle infrastrutture strategiche.

La fattibilità e la concreta esecuzione del Programma delle infrastrutture strategiche (Pis) sono state condizionate dal ritardo nell’attuazione e dalla scarsezza delle risorse finanziarie, a fronte di un complesso di interventi, negli anni 2002-2014, in continuo aumento.

È quanto emerge dal Rapporto semplificato sullo stato di realizzazione delle infrastrutture strategiche di interesse nazionale, approvato con Delibera n. 6/2022/G dalla Sezione centrale controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, in cui la magistratura contabile ha evidenziato l’esigenza, anche in virtù delle risorse derivanti dal PNRR, di implementare iniziative per la razionalizzazione, la maggiore efficacia della programmazione e l’individuazione degli interventi infrastrutturali prioritari per lo sviluppo del Paese, in coerenza con le risorse finanziarie disponibili e i relativi cronoprogrammi. 

La Corte, riaffermando la necessità di iniziative strutturate a garanzia del raccordo fra i soggetti coinvolti nelle fasi di programmazione, realizzazione e monitoraggio delle opere, ha sollecitato la piena attuazione di quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici sugli strumenti pianificatori e di programmazione, con l’inserimento – nel piano generale dei trasporti e della logistica, e nel primo documento pluriennale di pianificazione – delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari.

E’ necessario – proseguono i giudici contabili – che il Ministero dell’economia e finanze, d’intesa con il Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili, verifichi la possibilità di individuare uno specifico piano gestionale all’interno dei capitoli interessati, con i dati contabili relativi ad ognuno degli interventi previsti.

L’obiettivo – specifica la Corte – è giungere ad un quadro finanziario chiaro ed aggiornato di ciascun intervento, onde favorire il monitoraggio su risorse stanziate e pagamenti effettuati, anche al fine di agevolare il controllo da parte degli organi preposti.

Appare fi importanza fondamentale per la Corte la necessità di iniziative per la definizione della progettazione, l’avvio dei lavori ed il pieno utilizzo dei finanziamenti disponibili, al fine del perseguimento degli obiettivi, nel rispetto dei tempi programmati, da dettagliare in un cronoprogramma per il controllo della Corte dei conti.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI IL 21 APRILE HA VARATO ULTERIORI MISURE URGENTI PER L’ATTUAZIONE DEL PNRR ED INSIEME A QUESTE IL DPCM PER LA RIFORMA DELL’ASSISTENZA TERRITORIALE

Palazzo Chigi, Scalone d’onore

Il Consiglio dei Ministri si è riunito giovedì 21 aprile 2022, alle 17.45 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza, in collegamento da remoto, del Presidente Mario Draghi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli.

In particolare, il testo è stato integrato con norme che prevedono:
-Nuove regole per la formazione iniziale e continua e per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria;
-Percorsi certi per chi vuole insegnare
-Definizione più chiara degli obiettivi e delle modalità della formazione dei docenti durante tutto il loro percorso lavorativo.
-Concorsi annuali per reclutare con costanza il personale, aprendo più rapidamente le porte ai giovani.

Il Consiglio dei Ministri dopo aver approvato il decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha approvato anche il testo del DPCM per la riforma dell’assistenza territoriale benché questo non sia stato condiviso dalla Conferenza Stato Regioni per la ferma opposizione del presidente della regione Campania il quale chiedeva che venissero contestualmente reperite le somme per l’assunzione del personale necessario.

Il testo, che descrive ampiamente le funzioni delle nuove Centrali Operative territoriali, delle Case della salute della Comunità, degli Ospedali di Comunità, ecc. ignora, nonostante le segnalazioni anche dello scrivente, l’Emergenza Sanitaria Territoriale che in base al DPCM 12 gennaio 2017 è uno dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Qui il testo del nuovo DPCM:

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA ULTERIORI MISURE PER L’ATTUAZIONE DEL PNRR

Il Consiglio dei Ministri si è riunito mercoledì 13 aprile 2022, alle ore 17.35 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Mario Draghi. Segretario, il Sottosegretario alla Presidenza Roberto Garofoli. 

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco, del Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, del Ministro per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale Vittorio Colao, del Ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, del Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, del Ministro della giustizia Marta Cartabia, del Ministro dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa e del Ministro del turismo Massimo Garavaglia, ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Il testo mira all’accelerazione del raggiungimento di specifici obiettivi del PNRR. 

CORTE DEI CONTI: RELAZIONE SULLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PNRR

In data 31 marzo 2022 la Corte dei conti ha pubblicato la prima Relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prende avvio l’attività di controllo della Corte dei conti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sul Piano Nazionale Complementare (PNC).

L’art. 7, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2021 n. 77/2021 convertito con modificazioni dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, stabilisce che “La Corte dei conti esercita il controllo sulla gestione di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994 n. 20, svolgendo in particolare valutazioni di economicità, efficienza ed efficacia circa l’acquisizione e l’impiego delle risorse finanziarie provenienti dai fondi di cui al PNRR. Tale controllo si informa a criteri di cooperazione e di coordinamento con la Corte dei conti europea, secondo quanto previsto dall’articolo 287, paragrafo 3 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La Corte dei conti riferisce, almeno semestralmente, al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR, in deroga a quanto previsto dall’articolo 3, comma 6, della legge 14 gennaio 1994, n. 20”.

In adempimento al sopra richiamato articolo di legge, il programma dei controlli e delle analisi della Corte dei conti per l’anno 2022, approvato dalle SSRR in sede di controllo nella seduta del 21 dicembre 2021, ha inserito tra le attività da svolgere nel corrente esercizio la predisposizione di “Relazioni semestrali sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”, precisando che tali relazioni si gioveranno dell’attività di monitoraggio già in corso ed avranno in generale l’obiettivo di “dar conto dello stato di avanzamento delle riforme e degli investimenti rispetto a quanto stabilito nell’attuazione del Piano, i progressi registrati e le eventuali difficoltà incontrate. L’analisi guarderà innanzitutto alle realizzazioni relative al semestre di riferimento per valutare il rispetto dei traguardi e obiettivi previsti e l’eventuale recupero di quelli per i quali erano stati registrati ritardi o slittamenti nel semestre precedente. L’esame sarà poi esteso all’intero Piano, considerando il complesso degli obiettivi intermedi (non vincolanti per la verifica semestrale) in scadenza”.

Il recente avvio del Piano, e il lavoro ancora in progress nella definizione dei nuovi interventi e nella identificazione di quelli già in essere, hanno portato a dare a questa prima edizione della Relazione una struttura provvisoria, rinviandone alle successive il pieno sviluppo. Nel prosieguo, dopo una illustrazione dei contenuti della Relazione, si forniscono i tratti principali di quello che sarà l’impianto a regime del contributo che le Sezioni riunite in sede di controllo si propongono di elaborare con cadenza semestrale. Naturalmente, come previsto dal Programma dei controlli, a tali contenuti verranno ad aggiungersi nel corso del tempo quelli derivanti dall’attività posta in essere, ciascuna nel proprio ambito di competenza, dalle altre Sezioni centrali della Corte e da quelle regionali di controllo.

Questa prima edizione presenta contenuti particolari legati ad una fase ancora iniziale di sviluppo del Piano e della conseguente limitata disponibilità di elementi informativi. Essa è organizzata, tuttavia, già secondo lo schema che assumerà a regime: due sezioni, di cui una prima dedicata allo stato di avanzamento del PNRR (e di quello complementare) e una seconda centrata su temi di valenza generale legati alla verifica di efficacia degli interventi e che si ritiene meritevoli di un particolare approfondimento.

Data la fase iniziale di sviluppo del Piano e la connessa limitatezza degli elementi informativi, la relazione si sofferma, in questa prima edizione, sui principali elementi del PNRR per amministrazione responsabile, con l’obiettivo di evidenziare le caratteristiche degli interventi, le risorse loro destinate nella programmazione finanziaria 2021-2026 e l’interazione delle iniziative proposte con le attività esistenti e con le politiche economiche sinora adottate dalle amministrazioni titolari.

Particolare attenzione è riservata alle misure per soggetto attuatore ed alla proiezione territoriale delle responsabilità della realizzazione, rappresentative sia della complessità della programmazione che delle potenziali difficoltà di attuazione.

L’analisi svolta evidenzia come la fitta rete di obiettivi europei e nazionali assolva a funzioni diverse ma complementari, al fine di assicurare sia il contributo atteso degli attuatori effettivi degli interventi, sia un’efficace collaborazione tra diversi soggetti e livelli di governo. Un dialogo istituzionale che, se non adeguatamente coordinato, potrebbe condizionare il buon esito della misura.

L’attuazione sta procedendo senza particolari ritardi.
Durante il secondo semestre 2021 sono stati conseguiti i primi 51 obiettivi concordati a livello europeo, come riconosciuto dalla stessa Commissione UE. I traguardi e gli obiettivi intermedi, a carattere interno, mostrano un tasso di realizzazione più basso (69%); tuttavia, in alcuni casi, il loro conseguimento può ritenersi assorbito nel raggiungimento del correlato traguardo europeo.

Nel semestre in corso, l’avanzamento del Piano impone ulteriori 45 obiettivi europei (6 dei quali risultano già conseguiti), cui si aggiungono 70 obiettivi intermedi nazionali e ulteriori 55 legati ai progetti finanziati con il Fondo complementare.

Ancora preliminari sono i passi compiuti nell’avvio di riforme da cui si attendono risultati di rilievo nel prossimo futuro: dalla riforma dell’amministrazione finanziaria e da quella fiscale, una maggiore equità e un miglioramento della competitività del sistema produttivo; dalla riforma del quadro di revisione della spesa pubblica, il recupero di margini di risparmio utili ad un rientro dai livelli di spesa legati alla fase emergenziale.

Risulta al momento limitato l’esame sull’andamento degli investimenti, per l’assenza di un quadro complessivo dei risultati degli interventi connessi alle misure “in essere” transitate nel Piano, di cui non è stato completato il censimento; i dati disponibili, relativi ai progetti complementari, indicano che solo poco più del 50% delle somme stanziate sono state impegnate e pagate.

Da non trascurarsi, poi, che la forte crescita delle somme previste da PNRR e PNC si innesta su una spesa in conto capitale fortemente aumentata nella fase pandemica. Nel bilancio 2022-24 gli stanziamenti restano elevati (85 miliardi nel 2022, per stabilizzarsi tra i 79-80 nel biennio successivo). A tali importi si dovrebbero aggiungere quelli ulteriori attivati con nuovi investimenti dai Piani (22,4 miliardi nel 2022 e rispettivamente 30 e 37 nel biennio successivo). Uno sforzo realizzativo notevole, soprattutto perché legato ad una programmazione di risultato molto “vincolata”.

Anche in tale ottica sono fondamentali strutture amministrative adeguate, una elevata capacità progettuale in grado di assistere e guidare i soggetti attuatori, un efficace coordinamento tra livelli di governo e un quadro regolamentare chiaro, efficace e snello. Su tali fronti, pur registrandosi segnali positivi, persistono lentezze nell’attuazione.

Il processo di aggiornamento della normativa degli appalti si sta svolgendo nei tempi previsti e sono consistenti anche i progressi maturati nel campo delle misure di semplificazione. Ci si è mossi con decisione per il rafforzamento della capacità amministrativa attraverso i piani di assunzione specificamente previsti dal d.l. n. 80/2021. Più lenta di quanto auspicabile è invece l’implementazione – all’interno delle singole amministrazioni responsabili – delle strutture tecniche di coordinamento delle attività del PNRR. Adottati prontamente gli atti regolamentari, non altrettanto tempestivamente si è proceduto nel completare le dotazioni organiche delle strutture, soprattutto in relazione ai profili dirigenziali.

Ancora limitata è la disponibilità di strutture tecniche a sostegno delle capacità progettuali delle amministrazioni territoriali. Capacità, quest’ultima, non surrogabile, pena la perdita dei fondi o la necessità di riprogrammare gli interventi, con il ricorso a quote di riserva. Difficoltà, peraltro, che – nel caso degli enti territoriali e, in particolare, di quelli del Mezzogiorno – sono accentuate dal grado di concentrazione temporale dei bandi di selezione dei progetti e di assegnazione delle risorse (in particolare a partire da dicembre 2021) con intervalli di partecipazione particolarmente stringenti (in media circa due mesi). Sarà, al riguardo, fondamentale che l’ampia gamma di strumenti di assistenza tecnica e di rafforzamento della capacità tecnico-amministrativa delle realtà territoriali sia prontamente disponibile. In questo senso, quindi, si muove nella giusta direzione la recente istituzione, da parte della Ragioneria generale dello Stato, di uno specifico tavolo tecnico di coordinamento, proprio dedicato alle azioni di assistenza tecnica.

LA CORTE DEI CONTI HA ANALIZZATO LA CAPCITA’ DELL’ITALIA A SPENDERE I FONDI EUROPEI. SAREMO IN GRADO DI UTILIZZARE I SOLDI DEL PNRR ?

Nel 2020 l’Italia ha partecipato al bilancio dell’Unione con versamenti a titolo di risorse proprie per complessivi 18,2 miliardi di euro (+1,4 miliardi rispetto al 2019). Il livello totale dei flussi verso l’UE nel 2020 è, quindi, uno dei più alti degli ultimi sette anni. Sul fronte delle assegnazioni, il bilancio europeo attribuisce per il 2020 all’Italia 11,66 miliardi di euro, In linea con le risultanze dell’anno precedente, l’Italia rappresenta, quindi, il quarto Paese per ammontare di risorse accreditate dall’UE nel 2020, dopo Polonia, Francia e Germania.

È quanto emerge dalla “Relazione annuale sui rapporti finanziari tra l’Italia e l’Unione europea e l’utilizzazione dei fondi europei” per il 2020, approvata con delibera n. 1/2022 dalla Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali della Corte dei conti.

Secondo la magistratura contabile, tuttavia, il 2020 è da considerare un anno di transizione: i numerosi strumenti di sostegno UE alle economie degli Stati membri e l’eccezionale portata del bilancio pluriennale 2021-2027, invertiranno probabilmente la tradizionale posizione di contributore netto dell’Italia, che beneficerà in quota maggioritaria delle risorse del Recovery plan, oltreché dei consueti Fondi di investimento e strutturali europei (SIE), come già si può notare dalle stime effettuate sui flussi del 2021. Tale inversione andrà, pertanto, valutata all’esito del programma di investimento legato ai Piani nazionali di ripresa e resilienza e, più in generale, alla realizzazione degli strumenti espansivi presenti nel Quadro finanziario pluriennale vigente fino al 2027, anche in virtù del mutato paradigma degli interventi europei, orientati a visioni qualitative fondate sul grado di “realizzazione dell’obiettivo atteso dall’investimento”, più che su quello della “realizzazione dell’investimento” in sé.

Gli eventi pandemici hanno indotto le istituzioni UE a ripensare le regole di spesa della politica di coesione, con strumenti più agili e flessibili per l’utilizzo dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE), anche veicolando le risorse disponibili verso i settori a maggior necessità di sostegno finanziario, come sanità ed imprese (soprattutto PMI). Le analisi della Corte mostrano un quadro generale della programmazione in miglioramento nella parte attuativa.

Va sottolineato come l’impostazione del Next Generation EU presenti un collegamento con le politiche supportate dai Fondi SIE.

Cauto ottimismo deriva anche dal raggiungimento, a fine 2021, del target di spesa previsto da tutti i 51 Programmi operativi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE) del ciclo di programmazione 2014-2020, in considerazione dei dati che, al 31 ottobre 2021, mostrano percentuali realizzative del 72,5% per gli impegni e del 47,7% per i pagamenti (va considerato l’incremento di circa 11,3 miliardi del programmato, per le risorse aggiuntive derivanti dal REACT-EU).

Soddisfacente, per l’obiettivo “Cooperazione territoriale europea”, il livello complessivo degli impegni, assestatosi al 98,55% del totale programmato al 31 giugno 2021; peraltro con un livello complessivo dei pagamenti alla stessa data pari al 38%.

Sul fronte delle politiche agricole, l’impatto pandemico si è rivelato ingente negli ambiti della destinazione dei sussidi, del tasso d’avanzamento della spesa e nell’esecuzione dei controlli.

In relazione all’attuazione finanziaria del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) al 31 agosto 2021, risultano spese complessive dichiarate, da inizio programmazione, pari a 13.266 milioni di euro (con quota comunitaria pari a 6.569 milioni di euro). L’avanzamento della spesa ha raggiunto il 63,44% della dotazione finanziaria complessiva.

Si conferma “non positivo” l’andamento dell’uso dei fondi destinati a pesca e acquacoltura, con criticità in tutte le fasi, per le incertezze derivanti dal mancato aggiornamento dei sistemi di governo e controllo dei fondi dedicati al settore.

Sul versante delle irregolarità e frodi a danno del bilancio UE, il numero delle segnalazioni e degli importi irregolari – soprattutto nel settore dei Fondi strutturali – passa dai 22 casi del primo semestre ai 155 casi dell’intero anno. In aumento anche la spesa irregolare, che passa da 30,9 a 73,9 milioni di euro, quasi tutti ascrivibili alla categoria delle c.d. spese de-certificate, non incidenti cioè sul bilancio UE ma sui bilanci nazionale e/o regionale: di qui la necessità di incrementare sforzi nel recupero delle somme da parte delle Autorità nazionali. Tra i settori maggiormente interessati la Corte indica quello degli appalti.