I PRESIDI RESIDENZIALI PER GLI ANZIANI I DATI DELL’ISTAT

In questi giorni purtroppo i presidi residenziali per gli anziani occupano troppo spesso le prime pagine dei giornali.

Allo scopo di comprendere le dimensioni del problema sono ricorso ai dati dell’ISTAT che riporto qui di seguito integralmente.

In Italia i presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari attivi al 31 dicembre 2010 sono 12.808 e dispongono complessivamente di 424.705 posti letto (7 ogni 1.000 persone residenti). Rispetto al 2009 non si riscontrano rilevanti variazioni del fenomeno.

La componente prevalente dell’offerta residenziale è rappresentata dalle “unità di servizio” che svolgono una funzione di tipo socio-sanitario e sono destinate ad accogliere prevalentemente anziani non autosufficienti, con una disponibilità di oltre i due terzi dei posti letto (72%). La restante quota dell’offerta è di tipo socio-assistenziale.

Le forti differenze territoriali restano invariate rispetto all’anno precedente: nelle regioni del Nord si colloca il 66% dei posti letto complessivi, con un tasso di 10 posti letto ogni 1.000 residenti; al Sud la quota di offerta è soltanto di 3 posti letto ogni mille residenti.

Al Nord si registra l’offerta più elevata di servizi a carattere socio-sanitario, con 8 posti letto ogni 1.000 residenti, contro i 2 posti letto del Mezzogiorno.

Nei presidi residenziali sono assistite 394.374 persone: circa 295 mila sono anziani con almeno 65 anni (il 75%), poco più di 80 mila sono adulti tra i 18 e i 64 anni (20%) e circa 19 mila sono minori con meno di 18 anni (5%).

Gli anziani hanno, nella metà dei casi, oltre 85 anni, mentre il 74% degli ospiti anziani risulta in condizioni di non autosufficienza, Molto sbilanciato il rapporto tra generi: su circa 295 mila anziani ospiti dei presidi residenziali, oltre 220 mila sono donne.

Gli adulti (18-64 anni) sono nel 61% dei casi uomini. La tipologia di disagio prevalente è legato alla disabilità o a patologie psichiatriche (circa il 69% degli ospiti).

Il 57% degli ospiti con meno di 18 anni non presenta alcuna problematica specifica, il 25% ha problemi di tossicodipendenza e il 16% risulta avere problemi di salute mentale o disabilità.

Quasi la metà degli ospiti minorenni (47%) viene accolta nelle strutture residenziali per problemi riconducibili al nucleo familiare.

Poco più di 14 mila minori sono stati dimessi dalle strutture di accoglienza nel corso del 2010, più di uno su due risulta reinserito in una famiglia (di origine adottiva o affidataria).

Gli stranieri residenti nei presidi sono complessivamente 16.023 (il 4% degli ospiti complessivi). Nel 59% dei casi si tratta di adulti (3 ogni mille adulti stranieri residenti), nel 35% di minori (6 ogni mille minori stranieri residenti) e soltanto per il 6% di anziani (1 ogni mille anziani stranieri residenti).

Nel 70% dei casi i titolari di queste strutture residenziali sono enti privati. In oltre i due terzi delle residenze sono gli stessi titolari a gestire direttamente il presidio.

I titolari pubblici che non gestiscono direttamente le strutture si affidano più frequentemente ad altre istituzioni pubbliche nel Nord (53% dei casi), mentre nel Centro e nel Mezzogiorno affidano la gestione più spesso al settore privato (rispettivamente nel 54% e nell’83% dei casi).

IL PARERE DEL DIRETTORE REGIONALE PER L’EUROPA DELL’OMS SULLA GESTIONE DELLE STRUTTURE DI ASSISTENZA A LUNGO TERMINE AI TEMPI DEL COVID-19 E PER L’AVVENIRE

Dott. Hans Kluge Direttore regionale Europa dell’OMS

Il Direttore regionale per l’Europa dell’OMS Hans Kluge in una conferenza stampa tenutasi il 23 aprile a Copenaghen ha affrontato il quadro profondamente preoccupante che è emerso dal COVID-19 nelle strutture di assistenza a lungo termine nella regione europea e nel mondo nelle ultime settimane affermando quanto segue:

Secondo le stime dei paesi della regione europea, fino alla metà di coloro che sono morti per COVID-19 erano residenti in strutture di assistenza a lungo termine. Questa è una tragedia umana inimmaginabile. 

Per i molti che stanno vivendo questa perdita, i miei pensieri sono con voi.

Tutti coloro che muoiono nelle case di COVID-19 hanno il diritto di essere assistiti e di ricevere cure di fine vita, incluso il sollievo dei sintomi con farmaci adeguati, circondati dai loro cari.

Le persone che soffrono di disabilità fisiche e / o mentali, spesso in età avanzata, sono particolarmente vulnerabili a questo virus. La loro età avanzata, le condizioni di salute alla base, le sfide cognitive nella comprensione e nel seguire i consigli di salute e igiene dovuti a disabilità intellettiva o demenza, ad esempio, sono tutti fattori che li mettono a maggior rischio.

A molti oggi è impedito di ricevere visite da familiari e amici, non ricevendo più il supporto emotivo e fisico che tali visite forniscono. A volte i residenti affrontano la minaccia di abuso e abbandono.

Eppure ugualmente preoccupante – il modo in cui operano tali strutture di cura, il modo in cui i residenti ricevono assistenza – sta fornendo percorsi per la diffusione del virus. Il ruolo del settore pubblico che non lascia nessuno alle spalle non può essere sopravvalutato.

Anche tra le persone molto anziane che sono fragili e vivono con molteplici condizioni croniche – molti hanno buone possibilità di guarigione se sono ben curati.

Questa pandemia ha acceso i riflettori sugli angoli trascurati e sottovalutati della nostra società. In tutta la regione europea, l’assistenza a lungo termine è stata spesso notoriamente trascurata. Ma non dovrebbe essere così. Guardando al futuro, passando a una nuova normalità, abbiamo un chiaro caso di investimento per la creazione di sistemi integrati di assistenza a lungo termine incentrati sulla persona in ciascun paese.

Abbiamo ereditato i diritti, i valori e le opportunità europei che ci definiscono dalle generazioni precedenti, quindi dobbiamo prenderci cura di loro. È nostro dovere non lasciare indietro nessuno. Dobbiamo intensificare.

Quindi cosa dobbiamo fare?

  1. Responsabilizzare gli operatori sanitari.
  2. Cambiare il modo in cui operano le strutture di assistenza a lungo termine.
  3. Costruire sistemi che privilegiano le esigenze delle persone.

Sul mio primo punto:

Le persone dedite e compassionevoli che lavorano in strutture di assistenza a lungo termine che sono così spesso stressate, sottopagate e non protette – sono gli eroi non celebrati di questa pandemia.

Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che quei lavoratori dispongano di DPI e di altre forniture essenziali per proteggere se stessi e coloro a cui tengono; fornire una remunerazione adeguata per le lunghe ore e il lavoro difficile che svolgono e assicurarsi che dispongano della formazione adeguata per svolgere il proprio lavoro. Qui, l’OMS ha risorse di formazione online e assistenza per l’assistenza.

Dobbiamo cambiare l’ambiente in cui forniscono assistenza, offrendo livelli adeguati di risorse e personale.

In secondo luogo: vi è una necessità immediata e urgente di ripensare e adeguare il modo in cui le strutture di assistenza a lungo termine operano oggi e nei prossimi mesi. Ciò significa trovare un equilibrio tra le esigenze dei residenti e delle loro famiglie e garantire che i servizi siano gestiti in modo sicuro e che il personale sia protetto e ben supportato.
Stabilire piani globali per prevenire e controllare le infezioni;
Dare priorità ai test di eventuali casi sospetti tra i residenti e il personale delle strutture di assistenza a lungo termine;
Fornire DPI, formazione e forniture e attrezzature mediche essenziali per la cura delle case;
Isolare tutti i casi, istituire reparti o spazi separati per i residenti con COVID-19 anche prima che si verifichino i primi casi e assicurarsi che i residenti possano essere indirizzati e dimessi in modo sicuro dall’ospedale.

Queste misure contribuiranno a ridurre la diffusione del virus e consentiranno nuovamente l’apertura gestita di tali abitazioni a famiglie e visitatori.

E il mio terzo punto: da ora in poi, i sistemi di assistenza a lungo termine di qualità, dotati di risorse, forti e sostenibili che privilegiano i bisogni e la dignità delle persone devono essere il nostro standard di riferimento. 

È necessario l’impegno dei più alti livelli di governo, in ogni sezione della nostra società. Il coordinamento e la continuità tra i servizi sanitari e sociali, nonché attraverso i sistemi di informazione, devono essere rafforzati. 

Dobbiamo riunire medici, infermieri, farmacisti, operatori sanitari sociali e di altro tipo, operatori sanitari e, soprattutto, residenti nelle case di cura, nel processo decisionale e nella fornitura di assistenza.

Abbiamo molto da imparare gli uni dagli altri. Condividiamo esperienze pertinenti nell’intera società e approcci comunitari alla cura. L’OMS è pronta a supportare i paesi nella creazione di sistemi integrati di assistenza a lungo termine incentrati sulla persona.

In conclusione, vorrei ripetere il mio appello. Insieme, attraverso settori e società, dobbiamo agire:

  1. Ora per garantire che i servizi nelle strutture di assistenza a lungo termine siano sicuri e di supporto;
  2. Nelle settimane e nei mesi a venire, il personale viene formato e abilitato a fornire cure sicure ed efficaci; e
  3. A lungo termine in modo che ogni persona che vive nei sistemi di cura abbia una voce e sia valutata.

LA NUOVA EDIZIONE DI “SALUTE UGUALE PER TUTTI: …NOI CREDEVAMO…”

La nuova edizione del mio saggio è stata resa necessaria dall’emergenza sanitaria dell’epidemia che ha riportato l’attenzione sul SSN e sulle modalità del suo funzionamento.

Uno dei primi capitoli del volume è dedicato al SSN come motore di sviluppo e di democrazia.

Per troppi anni la maggioranza dei nostri rappresentanti politici ha visto nel Servizio sanitario nazionale solamente una fonte di costi elevata senza rendersi conto che grazie al SSN si è sviluppato un sistema che in Italia occupa direttamente 1.158.321[1] unità di personale sanitario, ai quali dobbiamo aggiungere quello amministrativo e quello dell’indotto (servizi sanitari, servizi ospedalieri e residenziali, commercio ecc.) per un totale di 2,4 milioni pari al 10% della forza lavoro del Paese.

La “filiera della salute” include i settori che producono, fanno ricerca, commercializzano e offrono servizi di natura sanitaria[2] ed è composta sia dalla parte pubblica, sia dalla parte privata che è prevalentemente dedita alla manifattura industria farmaceutica, dispositivi e tecnologie medicali), il commercio e i servizi.

Un sistema che ha anche favorito la crescita in Italia di una industria medicale che rappresenta uno dei principali motori di sviluppo del Paese[3] con una produzione pari a € 42,9 miliardi che rappresenta il 12,4% di quella realizzata a livello europeo.

Il saldo commerciale peraltro è negativo per € 0,5 mld mentre è positivo se si esamina il solo il settore farmaceutico.

Molto fiorente anche la produzione di dispositivi medici italiani che rappresentano il 10,0% di questo mercato in continua espansione.

Il saldo della bilancia dei pagamenti nel settore dei dispositivi medici, sempre nel 2017, pur essendo anch’esso negativo è in diminuzione ed è pari a € 1,9 miliardi.

Da non sottovalutare anche l’apporto delle ICT che stanno contribuendo notevolmente allo sviluppo del SSN.

Per quanto riguarda la diagnostica in vitro siano al 16,0% della produzione europea preceduti solo da Germania e Francia.

In sostanza la “filiera della salute” contribuisce in maniera notevole alla formazione della ricchezza nazionale producendo un elevato volume di reddito, assorbendo una quota rilevante di personale altamente qualificato ed investendo notevoli risorse nella ricerca e nell’innovazione.

Se guardiamo indietro, in questi quaranta anni l’assistenza sanitaria è cambiata in maniera notevole.

Il SSN in questi anni, nonostante i molti problemi, ha garantito:
-Maggiore sicurezza dal punto di vista sanitario;
-Benessere diffuso, con eliminazione del divario tra salute e benessere;
-Maggiore equità rispetto al passato, anche se permangono numerose disuguaglianze che rappresentano un fattore di malessere sociale da sradicare;
-Prevenzione delle malattie, che in precedenza era molto limitata.

Mentre un tempo le persone venivano ricoverate in ospedale quando non c’era più nulla da fare, per morire, oggi le persone si recano serene in ospedale per essere guarite e per poter tornare ad una vita normale insieme ai loro cari.

Peraltro, anche a causa delle mutate condizioni sociali e della situazione economica non favorevole si assiste ad una caduta di valori come la solidarietà sociale e ad una forte contrazione del welfare state.

Dopo l’epidemia sarà opportuno investire sul SSN per favorire la ripresa e per contribuire ad eliminare le profonde disuguaglianze che si sono create nel nostro Paese e per eliminare il forte disagio sociale causato dalla crisi economica dovuta al coronavirus.

Al link seguente è possibile leggere ed eventualmente acquistare sia la copia cartacea che quella in ebook:

https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/512667/salute-uguale-per-tutti-2/


[1]Dati ISTAT al 2017 che comprendono anche i medici di medicina generale

[2]Confindustria Rapporto annuale Filiera della salute

[3]D.D’ANGELA, C.CARRIERI, Industria sanitaria: evoluzione e prospettive, in 15° Rapporto del CREA Sanità

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MATTARELLA IN OCCASIONE DEL 70° ANNIVERSARIO DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE

«La Giornata Mondiale della Salute ricorre quest’anno mentre l’intero pianeta è chiamato ad affrontare una pericolosa pandemia, causata da un virus ancora per molti aspetti sconosciuto e assai temibile soprattutto per la popolazione più anziana e le persone deboli, già affette da pregresse patologie.

Tanti lutti e sofferenze hanno reso ancor più evidente il valore della salute, componente essenziale del diritto alla vita, presidio da preservare e rafforzare nella solidarietà tra i popoli, gli Stati, i continenti. E’ proprio la valenza universale del diritto alla salute che ci chiama a un impegno, a una corresponsabilità di carattere globale, mettendo da parte egoismi nazionali e privilegi di sorta al fine di dare alla cooperazione mondiale un impulso di grande forza per ciò che riguarda le cure, la ricerca, lo scambio di informazioni, la fornitura di strumenti capaci di salvare vite umane.

L’umanità ha le risorse per debellare questo nuovo virus, come le ha per contrastare malattie e disagi particolarmente diffusi nelle aree più povere e dove l’ambiente ha subito danni maggiori. L’impegno solidale per la salute può diventare così un vettore di pace e amicizia, capace di influenzare positivamente le relazioni tra i Paesi.

Questa giornata, la settantesima, è dedicata agli infermieri e alle ostetriche. Le vicende drammatiche di questi giorni hanno mostrato di quanta generosità, professionalità, dedizione sono capaci gli operatori sanitari. Il nostro pensiero grato e riconoscente va alle infermiere e agli infermieri in prima linea, e con loro a tutti i medici degli ospedali e dei servizi territoriali, agli assistenti, ai ricercatori, a quanti operano nei servizi ausiliari: li abbiamo visti lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati.

I Servizi Sanitari Nazionali costituiscono capisaldi essenziali delle comunità. La qualità della vita e gli stessi diritti fondamentali della persona sono strettamente legati alle capacità e all’universalità del servizio alla salute. Ma le strutture da sole non basterebbero senza l’umanità e la responsabilità di chi vi opera: per questo il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunità».

LE MISURE PER LA SANITA’ CONTENUTE NELLA LEGGE 8/2020 CON CUI E’ STATO CONVERTITO IL DL 162/2019 MILLEPROROGHE

Sul Supplemento Ordinario n.10 della G.U. n.51 del 29 febbraio è stata pubblicata la legge 8/2020 con cui è stato convertito il DL 162/2029 avente per oggetto «Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica.».

Molte sono le norme che interessano la salute:
a) l’art. 5 contiene la proroga di alcuni termini tra i quali molto importante sono :
– la quota premiale alle regioni che hanno istituito le Centrali per gli acquisiti di beni e servizi;
– idoneità dei medici per le cure palliative;
– reclutamento di personale per l’AIFA;
– sperimentazione animale;
b) l’art. 5-bis contiene disposizioni in materia di medici specializzandi e la possibilità di trattenere in servizio i medici fino a settanta anni (anche se appare opportuno che dovranno essere adottati dei criteri);
c) l’art. 25 prevede un aumento dei fondi contrattuali per il trattamento accessorio dei medici; un allargamento del numero degli screening neonatali; la stabilizzazione dei precari degli IRCCS e degli Istituti zooprofilattici sperimentali; un aumento del fondo per l’assistenza ai bambini affetti da tumore ed infine finanziamenti alle aziende ospedaliero-universitarie.
d) l’art. 25-bis prevede un finanziamento di due milioni di euro allo Spallanzani per potenziare l’unità di alto isolamento;
e) l’art. 25-ter riguarda una ricerca sui farmaci veterinari;
f) l’art. 25-quinquies contiene iniziative urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria valutabili dall’INAIL nell’ambito dei propri piani triennali di investimento immobiliare: si tratta di una scelta molto importante che riguarda il potenziamento dell’ISS;
g) infine l’art. 25-sexies stanzia 71,5 milioni l’anno dal 2020 al 2021 per un Screening nazionale gratuito per l’eliminazione del virus HCV (l’epatite “C”).

IL PIANO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA 2019-2021 E LA RIPARTIZIONE DELLE SOMME ALLE REGIONI

La ripartizione tra le regioni del Fondo per la non autosufficienza

Sulla G.U n.28 del 4 febbraio è stato pubblicato il DPCM del 21 novembre 2019 recante l’ Adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e riparto del Fondo per le non autosufficienze del triennio 2019-2021.

Il Piano costituisce l’atto di programmazione nazionale delle risorse afferenti al Fondo per le non autosufficienze e individua, nel limite di tali risorse, lo sviluppo degli interventi e dei servizi necessari per la progressiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale.Sulla base delle indicazioni programmatiche del Piano, nel rispetto e nella valorizzazione delle modalità di confronto con le autonomie locali e favorendo la consultazione delle parti sociali e degli enti del Terzo settore territorialmente rappresentativi in materia di non autosufficienza, e comunque prevedendo il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, le regioni adottano un Piano regionale per la non autosufficienza, ovvero altro atto di programmazione regionale degli interventi e dei servizi necessari per l’attuazione del Piano nazionale, a valere sulle risorse disposte il DPCM eventualmente integrate con risorse proprie.

Il Piano regionale, ovvero l’atto di programmazione regionale, individua, in particolare, su base triennale gli specifici interventi e servizi sociali per la non autosufficienza finanziabili a valere sul Fondo per le non autosufficienze.

Il Piano regionale o l’atto di programmazione sono redatti secondo le modalità di cui all’allegato B al DPCM e contiene:
a) il quadro di contesto e le modalità di attuazione dell’integrazione socio-sanitaria;
b) le modalità di individuazione dei beneficiari;
c) la descrizione degli interventi e dei servizi programmati, e, in particolare, le caratteristiche dell’assegno di cura e per l’autonomia in favore delle persone con disabilità gravissima previsto nel Piano;
d) la programmazione delle risorse finanziarie;
e) le modalità di monitoraggio degli interventi;
f) le risorse e gli ambiti territoriali coinvolti nell’implementazione delle «Linee di indirizzo per Progetti di vita indipendente» .

La programmazione dovrà essere comunicata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro novanta giorni dalla comunicazione della avvenuta registrazione della Corte dei conti del decreto. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali procede all’erogazione delle risorse spettanti a ciascuna regione, una volta valutata, entro trenta giorni dalla ricezione dello schema di Piano regionale ovvero dell’atto di programmazione regionale, la coerenza con il Piano nazionale per la non autosufficienza.

Le risorse complessivamente afferenti al «Fondo per le non autosufficienze» nel triennio 2019-2021 sono pari a 573,2 milioni di euro nel 2019, 571 milioni di euro nel 2020 e 568,9 milioni di euro nel 2021.

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sulle Linee guida recante indicazioni in materia di affidamenti ai servizi sociali

Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato

L’Anac ha posto alla Sezione consultiva del Consiglio di Stato il quesito relativo all’estensione del regime applicabile alle concessioni di servizi sociali in relazione a quanto previsto dall’art. 19 della direttiva 2014/23/UE (“Le concessioni per i servizi sociali e altri servizi specifici elencati nell’allegato IV che rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva sono soggette esclusivamente agli obblighi previsti dall’articolo 31, paragrafo 3, e dagli articoli 32, 46 e 47”). L’Anac, ritenendo che “l’esclusione delle concessioni di servizi sociali dall’ambito di applicazione del codice comporterebbe la necessità di rimettere ad atti interni delle stazioni appaltanti l’intera regolazione di elementi fondamentali dell’istituto e, in specie, tutta la disciplina contenuta nella parte III del codice per le concessioni di servizi”, per evitare un vuoto normativo, ha individuato una soluzione in base alla quale “alle concessioni di servizi sociali si applicano le disposizioni indicate all’art. 164 del codice dei contratti pubblici”.

Questa soluzione non ha convinto la Sezione. L’art. 213, comma 2, del codice dei contratti pubblici dispone al quarto periodo che “l’ANAC, per l’emanazione delle linee guida, si dota, nei modi previsti dal proprio ordinamento, di forme e metodi di consultazione, di analisi e di verifica dell’impatto della regolazione, di consolidamento delle linee guida in testi unici integrati, organici e omogenei per materia, di adeguata pubblicità, anche sulla Gazzetta Ufficiale, in modo che siano rispettati la qualità della regolazione e il divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalla legge n. 11 del 2016 e dal presente codice”. L’art. 1, comma 1, lett. a), l. n. 11 del 2016 individua, tra i criteri e i principi direttivi per il legislatore delegato, il “divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori  a quelli minimi richiesti dalle direttive”, come definiti dall’art. 14, comma 24-ter, lett. b), l. 28 novembre 2005, n. 246, ai sensi del quale “costituiscono livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive comunitarie:[…]l’estensione dell’ambito soggettivo o oggettivo di applicazione delle regole rispetto a quanto previsto dalle direttive, ove comporti maggiori oneri amministrativi per i destinatari”.

Pertanto, il divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi (c.d. gold plating) esclude l’applicabilità di una disciplina aggravata introdotta attraverso le linee guida.

Tale conclusione risulta confermata anche in relazione al caso di specie. Ed invero se, per un verso, è vero che si tratta di linee guida non vincolanti, per altro verso, è altrettanto vero che le stesse, anche alla luce della giurisprudenza della Sezione, per essere disattese richiedono che l’amministrazione specificamente motivi la ragione per cui decide di discostarsene. Si tratta dunque di atti provenienti da un’Autorità, particolarmente qualificata, con la conseguenza che devono mantenersi nell’ambito della cornice delineata dalle direttive e dal legislatore.

Qui c’è il link al parere della Sezione del Consiglio di Stato: https://www.giustizia-amministrativa.it/portale/pages/istituzionale/visualizza?nodeRef=&schema=consul&nrg=201901655&nomeFile=201903235_27.html&subDir=Provvedimenti

LA LEGGE DI BILANCIO DELLO STATO PER L’ANNO FINANZIARIO 2020 E’ STATA PUBBLICATA

Sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n.304 è stata pubblicata la legge 27 dicembre 2019 n. 160 recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022.

Molte le novità dal punto di vista della sanità: dall’aumento della dotazione del FSR (anche se nei prossimi anni dovrà essere adeguato rispetto al PIL) e degli altri finanziamenti che portano un aumento complessivo di circa 7,5 miliardi di euro.

Nuovo impulso all’edilizia sanitaria portando il fondo complessivo a 30 miliardi (+2).

Aumento di spesa e quindi di assunzioni per il personale e superamento del precariato.

Nuove norme per la formazione specialistica.

Una novità importante è rappresentata dalla dotazione di apparecchiature sanitarie ai medici di medicina generale con un contributo di € 235.834.000.

Potenziata la rete nazionale dei registri tumori con 1 milione di euro per il 2020.

LE MISURE PER LA SALUTE DEI CITTADINI APPROVATE IERI CON LA LEGGE DI BILANCIO 2020 DALLA CAMERA IN VIA DEFINITIVA

Alla fine di un estenuante lavoro da parte dei senatori e dei deputati, nonché degli uffici di Camera e Senato è stata finalmente approvata ieri la legge del bilancio dello Stato per l’esercizio 2020.
Finalmente, grazie alla spinta del nuovo Ministro Speranza ci sono buone notizie per la salute dei cittadini.
La parte più importante è rappresentata dall’aumento del finanziamento di parte corrente del Fondo sanitario a 2 miliardi per il 2020 e 1,5 per il 2021.

Ecco le principali norme che ci interessano:
Commi 81 e 82 (Edilizia sanitaria)
Confermato uno stanziamento di 30 miliardi per l’edilizia sanitaria.
Comma 269 (Tetto spesa personale)
Viene modificato l’articolo 11 del c.d. Decreto Calabria. La spesa per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale di ciascuna Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano, nell’ambito del livello di finanziamento del fabbisogno nazionale standard e ferma restando la compatibilità finanziaria, sulla base degli indirizzi definiti da ciascuna Regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano non può superare i livelli del 2018. E’ stata soppressa però la parte finale, ossia il comma 4-bis, nel quale si prevedeva che queste disposizioni non venissero applicate alle Regioni e Province autonome che provvedono al finanziamento del fabbisogno complessivo del Servizio sanitario nazionale sul loro territorio senza alcun apporto a carico del bilancio dello Stato.
Comma 271 (Contratti formazione specialistica in medicina)
Per finanziare nuovi contratti di specialistica in medicina viene autorizzata una spesa incrementata di 5,425 mln per il 2020, di 10,850 mln per il 2021, di 16,492 mln per il 2022, di 22,134 mln per il 2023 e di 24,995 mln a decorrere dal 2024.  
Comma 329 (Fondo prevenzione randagismo) 
Viene autorizzata la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2020.
Commi da 330 a 338 (Fondo per la disabilità e la non autosufficienza) 
Una norma molto attesa è rappresentata dall’istituzione del “Fondo per la disabilità e la non autosufficienza”, con una dotazione pari a 29 milioni di euro per l’anno 2020, a 200 milioni di euro per l’anno 2021, a 300 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2022. Sempre per il 2020, viene poi incrementato di 20 milioni di euro il Fondo per le non autosufficienze. Il Fondo per il diritto al lavoro dei disabili viene incrementato per il 2020 di 5 milioni di euro.
Dal 1° gennaio 2020 sono esentati dal pagamento del ticket per farmaci e prestazioni di diagnostica strumentale e di laboratorio e di altre prestazioni specialistiche, i minorenni privi di un sostegno familiare.
Comma 361 (Detrazioni fiscali per spese veterinarie) 
Dall’imposta lorda si detrarrà un importo pari al 22% delle spese veterinarie, fino all’importo di euro 500, limitatamente alla parte che eccede euro 129,11.
Commi da 446 a 448 (Abolizione Superticket)
A decorrere dal 1° settembre 2020 viene abolito il superticket, ossia la quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati. Conseguentemente, per le coperture viene incrementato il Fondo sanitario nazionale di 185 milioni di euro per l’anno 2020 e di 554 milioni di euro annui a decorrere dal 2021.
La dotazione del fondo per il superamento del ticket di 60 milioni di euro annui, stabilita dalla manovra 2018, viene ridotta di 20 milioni di euro per l’anno 2020 e 60 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021.
Commi da 449 a 450 (Apparecchiature sanitarie dei medici di medicina generale) 
Una norma molto innovativa prevede che per migliorare il processo di presa in cura dei pazienti e ridurre il fenomeno delle liste d’attesa, sia autorizzato un contributo pari a  235.834.000 euro per l’acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta.
Le apparecchiature sanitarie, di proprietà delle aziende sanitarie, saranno messe a disposizione dei medici di secondo modalità individuate dalle aziende stesse avendo cura di misurare l’attività svolta attraverso indicatori di processo.
Comma 451 (Precari Irccs e Izs)
Si interviene su quanto già previsto dalla legge di Bilancio 2018. Viene disposto che il Ministero della Salute, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, dovrà individuare i criteri ai quali gli istituti dovranno attenersi per l’attribuzione delle fasce economiche al personale assunto in fase di prima applicazione della norma.
Comma 463 (Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza) 
Si prevede uno stanziamento di 1 milione di euro per il 2020 per la Rete nazionale dei registri dei tumori.
Comma 464 (Disposizioni in materia di medicinali omeopatici) 
I medicinali interessati da un procedimento di rinnovo dell’autorizzazione in commercio depositato in Aifa entro la data del 30 giugno 2017, saranno mantenuti in commercio fino al completamento della valutazione da parte dell’Aifa. Gli altri medicinali omeopatici presenti nel canale distributivo al 1° gennaio 2020, saranno mantenuti in commercio fino alla data di scadenza del medicinale indicata in etichetta e comunque non oltre il 1° gennaio 2022.
Comma 466 (Disposizioni in materia di precariato del Servizio sanitario nazionale) 
Vengono estesi i requisiti previsti dai commi 1 e 2 dell’articolo 20 della Legge Madia sul superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale. Nello specifico, si estende la possibilità per le amministrazioni di assumere a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2022. Il termine entro cui questi lavoratori devono aver maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, viene spostato a fine dicembre 2019.
Comma 468 (Concorsi personale dirigenziale e non)
Per l’assunzione di personale dirigenziale e non, viene prorogata al 31 dicembre 2019 la validità del termine per l”indizione delle procedure concorsuali straordinarie, e al 31 dicembre 2020 la loro conclusione.
Comma 469 (Ricerca endometriosi)
Viene autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per il sostegno dello studio, della ricerca e della valutazione dell’incidenza dell’endometriosi nel territorio nazionale.
Comma 629 (Rimodulazione degli oneri detraibili in base al reddito) 
Resta la detrazione nell’intero importo per le spese sanitarie a prescindere dall’ammontare del reddito complessivo.
Commi da 661 (Imposta sul consumo di bevande con zuccheri aggiunti)
Viene istituita un’imposta sulle “bevande edulcorate”, ossia quei prodotti finiti e i prodotti predisposti per essere utilizzati come tali previa diluizione, destinati al consumo alimentare umano, ottenuti con l’aggiunta di edulcoranti e aventi un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2 per cento in volume.
Comma 859 (Ulteriori stanziamenti per contratti formazione specialistica in medicina) Per l’ammissione di medici alle scuole di specializzazione di area sanitarie viene autorizzata l’ulteriore spesa di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, e di 26 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022. 

IL SENATO APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2020-2022 – MOLTI I PROVVEDIMENTI SULLA SANITA’

Il Senato approva….

Con 166 voti favorevoli, 128 contrari e nessuna astensione, l’Assemblea di Palazzo Madama, lunedì 16 dicembre ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando l’emendamento 1.9000 interamente sostitutivo della prima sezione del ddl di bilancio 2020 (A.S. 1586).

Dopo la presentazione della Nota di variazioni da parte del Governo, esaminata dalla Commissione Bilancio, l’Assemblea ha approvato il documento e la legge di bilancio nel suo complesso, che ora passa alla Camera.

Per il momento risultano confermate le misure approvate dalla Commissione Bilancio che prevedono:
– 3,5 miliardi per il fondo sanitario (2020 e 2021)
– 2 miliardi per l’edilizia
– 739 milioni per cancellare il superticket.
A queste somme si aggiunge un altro miliardo e 260 milioni per tutta una serie di misure che vanno dalla farmacia dei servizi alle specializzazioni mediche con 1200 borse di studio in più per i giovani medici.
Si tratta per la prima volta, dopo molti anni di un pacchetto di misure importanti che riportano la salute al centro dell’attenzione della politica.

Ora toccherà alla Camera esaminare e approvare il testo approvato dal Senato.