PIANO NAZIONALE PER LA RICERCA DEI RESIDUI NEGLI ALIMENTI: LA RELAZIONE 2021 CONTENENTE I RISULTATI DELL’ANNO 2021

Il Ministero della salute ha pubblicato la Relazione contenente i risultati dell’anno 2021 del Piano Nazionale per la ricerca dei residui negli alimenti.

Dalla Relazione si apprende che l’attività del Piano 2021, in termini di percentuali di non conformità e conformità, è comparabile con quella degli anni precedenti.

Si registra per il 2021 un netto miglioramento delle attività del territorio, in termini di performance (attività effettuata rispetto a quella programmata), di tempi di caricamento dati nel sistema informatico, e, in misura minore, di tempi di analisi dei campioni.

Sebbene per alcune categorie non sia stato possibile raggiungere totalmente gli obiettivi nazionali e comunitari, si continua a registrare un aumento del numero di determinazioni analitiche, quindi di sostanze ricercate, rispetto agli anni precedenti, segno della sempre maggiore disponibilità di indagine presso i laboratori italiani.

La situazione più critica in merito al raggiungimento degli obiettivi prefissati si registra per il campionamento di ovicaprini provenienti da altri Stati Membri, anche a causa della mancata rendicontazione di diversi campioni nel sistema NSIS/PNR New.

Tutte le informazioni caricate sul sistema NSIS/PNR New e validate dalle regioni/P.A. sono state agevolmente trasmesse ad EFSA, anche con un sostanziale anticipo rispetto alle scadenze previste, denotando un sostanziale miglioramento della qualità dei dati e delle modalità di rendicontazione da parte dei laboratori.

I risultati ottenuti sono frutto della continua e proficua collaborazione con i laboratori del territorio, con le autorità regionali e con i laboratori nazionali di riferimento, costituirà certamente la base per il successo dell’imminente unificazione delle procedure di rendicontazione, attraverso il sistema RaDISAN, che consentirà, oltre il miglioramento della qualità dei dati raccolti, univocità di comportamento tra i diversi flussi di dati analitici.

ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE DI RIPIANO PER IL SUPERAMENTO DEL TETTO DI SPESA PER I DISPOSITIVI MEDICI E DEI TETTI DI SPESA FARMACEUTICI

Sulla Gazzetta Ufficiale del 9 agosto è stato pubblicato il decreto legge 115 in pari data che all’art. 18 reca misure urgenti per accelerare le procedure di ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici e i prodotti farmaceutici stabilendo quanto segue.

Continua a leggere “ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE DI RIPIANO PER IL SUPERAMENTO DEL TETTO DI SPESA PER I DISPOSITIVI MEDICI E DEI TETTI DI SPESA FARMACEUTICI”

IL FOCUS DELL’UPB SUL PNRR E LA SANITA’: FINALITA’, RISORSE E PRIMI TRAGUARDI RAGGIUNTI

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha pubblicato ieri 3 agosto il Focus n. 4 dedicato al “PNRR e la sanità: finalità, risorse e primi traguardi raggiunti”, nel quale viene presentato un quadro degli interventi del PNRR previsti nell’ambito della Missione Salute, volti al potenziamento del sistema sanitario.

In particolare, sono stati approfonditi alcuni aspetti finanziari, come la distribuzione delle risorse sul territorio e la questione del finanziamento degli oneri correnti per la gestione dei nuovi o potenziati servizi che il PNRR renderà disponibili. Inoltre, ci si è soffermati brevemente sugli obiettivi programmati entro il primo semestre del 2022, tutti raggiunti entro la scadenza.

Continua a leggere “IL FOCUS DELL’UPB SUL PNRR E LA SANITA’: FINALITA’, RISORSE E PRIMI TRAGUARDI RAGGIUNTI”

SANCITA L’INTESA TRA STATO E REGIONI PER L’ADOZIONE DEL PIANO NAZIONALE PER LA NON AUTOSUFFICIENZA E PER IL RIPARTO DEL FONDO

Nel corso della seduta odierna (3 agosto 2022) della Conferenza Stato Regioni e province autonome di Trento e di Bolzano è stata sancita l’intesa, ai sensi dell’articolo 1, comma 1265, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delegato per le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e di riparto del Fondo per le non autosufficienze per il triennio 2022-2024.

Alle somme della tabella sopra indicata vanno aggiunti i fondi per la vita indipendente (complessivamente € 14.640.000) e quelli per i Punti Unici di Accesso (PUA) (€ 50.000.000).

LA STIMA DEI BISOGNI ASSISTENZIALI NELLE NUOVE CASE DELLA SALUTE DELLA COMUNITA’

Fonte: Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione della Regione Lazio,
elaborazione dell’autore

Procedono gli atti per l’avvio dei lavori per la realizzazione delle case della salute della comunità previste dal PNRR, ma benché sia stato aggiunto il termine “comunità” non si percepisce alcun coinvolgimento delle popolazioni interessate.

Sarebbe stato bello se fosse stato organizzato un débat public (il dibattito pubblico previsto dall’art. 22 del Codice dei contratti) sulla pianificazione dell’area o dell’immobile dove situarle, ma non c’è stato.

Sarebbe stato interessante fare una Conferenza dei servizi (prevista dall’art. 14 del d.lgs 502 del 1992) per presentare ai cittadini le proposte dell’azienda circa i servizi e le prestazioni da collocare nella nuova CdC, ma così non è stato.

Sarebbe stata importante la costruzione di indicatori di piccola area geografica per la misura delle disuguaglianze.

Sarebbe stata utile una valutazione delle disuguaglianze socioeconomiche nell’uso dei farmaci

Sarebbe stato necessario effettuare una stima dei bisogni assistenziali della popolazione residente in ogni Comune sede di una CdC, ma nessuno pare che ci abbia pensato per cui queste CdC sembrano ognuna copia dell’altra senza tener alcun conto dei bisogni reali dei cittadini, dell’indice di vecchiaia, della loro cronicità (numerosità e tipologia), del livello socio economico e quindi dell’indice di deprivazione, della situazione ambientale e degli effetti sulla popolazione, ecc. ma anche questo ancora non si è fatto.

ALLA LOMBARDIA IL PRIMATO DELLA SPESA OUT OF POCKET: UNA TASSA A CARICO DEI CITTADINI

Fonte Ministero dell’economia e delle finanze, Monitoraggio della spesa sanitaria 2019

In molte regioni alcuni servizi non funzionano a dovere, i Livelli Essenziali di Assistenza non vengono assicurati in maniera equa, le liste di attesa per visite specialistiche e accertamenti diagnostici hanno tempi biblici e così le persone sono costrette a mettere le mani in tasca e a pagare per supplire le carenze dei servizi sanitari regionali.

L’Italia pur avendo un servizio sanitario universalistico è purtroppo al primo posto in Europa per la spesa out of pocket.

Secondo il rapporto dell’Unione Europea “State of Health in the EU Italia –  Profilo della Sanità 2019”, la spesa sanitaria è finanziata per circa tre quarti con fondi pubblici, mentre la parte restante è principalmente a carico dei pazienti. 

Negli ultimi dieci anni la spesa sanitaria out of pocket è aumentata sensibilmente.

Secondo il “Rapporto 2020 su coordinamento della finanza pubblica” della Corte dei conti approvato dalle Sezioni riunite di controllo nell’adunanza del 15 maggio 2020, l’out of pocket avrebbe raggiunto nel 2018 la somma di 37,8 miliardi di euro pari al 2,3 del prodotto interno lordo e ad oltre il 21,2 % della spesa sanitaria del Paese.

La spesa out of pocket secondo l’ ottavo Rapporto sulla sanità pubblica, privata e intermediata del Censis RBM sarebbe dovuta oltre alla necessità di superare i problemi del SSN (liste di attesa, ecc.) anche all’aumento dell’età media della popolazione e al bisogno dei cittadini di rispondere ai crescenti problemi derivanti dall’anzianità e dalla cronicità.

L’importo della spesa privata diviene così un misuratore della qualità dei servizi di un’azienda sanitaria.

Nel complesso il numero delle famiglie che sostengono spese sanitarie aumenta anche se diminuisce il livello di spesa per singolo nucleo.

Secondo il CREA Sanità dell’Università di Tor Vergata molte famiglie (circa 5,4 milioni) sono costrette a limitare le spese sanitarie per motivi economici o addirittura ad annullarle del tutto (1,1 milione).

Di qui ha origine un fenomeno di impoverimento e di disagio.

Secondo una recente ricerca della KPMG entro pochi anni la spesa privata potrebbe aumentare del 50% arrivando a circa 65 miliardi di euro.

La spesa sanitaria media familiare annua sarebbe stata nel 2018 pari ad € 1.713,0 ma naturalmente per le famiglie con un basso livello di reddito tale valore è inferiore, fino a scomparire in considerazione della rimozione della spesa.

Secondo il Ministero dell’economia e delle finanze la spesa rilevata tramite il sistema della Tessera Sanitaria nelle regioni è stata molto elevata come si vede dalla tabella pubblicata all’inizio di questo articolo.

La spesa maggiore è quella per le cure odontoiatriche ma molto elevata è anche la spesa per visite, interventi e per l’acquisto di farmaci e integratori.

Secondo l’AIFA nel 2021 la spesa a carico dei cittadini tra ticket e farmaci non rimborsati ha superato i 9 miliardi.

Manca il dato relativo alla spesa per le assicurazioni private e per le mutue sanitarie che è anch’essa in crescita.

Pertanto la spesa di tasca propria è la più grande forma di disuguaglianza in sanità poiché mette i cittadini nella condizione di poter accedere alle cure solo in ragione della propria capacità reddituale facendo venir meno i princìpi alla base del SSN.

La politica dovrebbe intervenire per contrastare questo fenomeno e l’unico sistema è quello di assicurare più servizi e in tempi adeguati ai cittadini.

LA NUOVA LEGGE ANNUALE DELLA CONCORRENZA E LA DELEGA AL GOVERNO PER LA SEMPLIFICAZIONE E L’ESTERNALIZZAZIONE DEI PROCEDIMENTI

Con l’approvazione definitiva da parte del Senato del d.d.l. sulla “Legge annuale per il mercato e la concorrenza calendarizzata per il 2 agosto, in base all’art. 26 il Governo sarà delegato ad emanare entro ventiquattro mesi una normativa per la semplificazione amministrativa nel rispetto dei seguenti criteri:
a) tipizzare e individuare le attività soggette ad autorizzazione, giustificata da motivi imperativi di interesse generale e i provvedimenti autorizzatori posti a tutela di princìpi e interessi costituzionalmente rilevanti;
b) tipizzare e individuare le attività soggette ai regimi amministrativi di cui agli articoli 19, 19-bis e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché quelle soggette a mero obbligo di comunicazione, individuando gli effetti della presentazione della comunicazione e i poteri che possono essere esercitati dalla pubblica amministrazione in fase di controllo;
c) eliminare i provvedimenti autorizzatori, gli adempimenti e le misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica non indispensabili, fatti salvi quelli previsti dalla normativa dell’Unione europea o quelli posti a tutela di princìpi e interessi costituzionalmente rilevanti;
d) semplificare i procedimenti relativi ai provvedimenti autorizzatori, gli adempimenti e le misure non eliminati ai sensi delle lettere a), b) e c), in modo da ridurre il numero delle fasi procedimentali e delle amministrazioni coinvolte, anche eliminando e razionalizzando le competenze degli uffici, accorpando le funzioni per settori omogenei e individuando discipline e tempi uniformi per tipologie omogenee di procedimenti, anche prevedendo la possibilità di delegare un altro soggetto, persona fisica o libero professionista, a provvedere agli adempimenti presso la pubblica amministrazione;
e) estendere l’ambito delle attività private liberamente esercitabili senza necessità di alcun adempimento, inclusa la mera comunicazione;
f) semplificare e reingegnerizzare le procedure e gli adempimenti per la loro completa digitalizzazione, anche prevedendo la possibilità di delegare un altro soggetto, persona fisica o libero professionista, a provvedere agli adempimenti presso la pubblica amministrazione;
g) eliminare i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa dell’Unione europea;
h) ridurre i tempi dei procedimenti autorizzatori per l’avvio dell’attività di impresa.
i) ridefinire i termini dei procedimenti amministrativi dimezzandone la durata, salva la possibilità di individuare, d’intesa con le amministrazioni competenti, quelli esclusi da tale riduzione, prevedendo che tra i criteri base di valutazione della performance individuale e organizzativa sia compreso, ove applicabile, il monitoraggio dei tempi di trattazione dei procedimenti e il livello di soddisfazione dell’utenza;
l) introdurre misure per consentire la tracciabilità digitale dei procedimenti;
m) armonizzare, attraverso l’adozione di moduli unificati e standardizzati da approvare mediante accordo in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, la modulistica per la presentazione delle istanze, delle segnalazioni o delle comunicazioni alle pubbliche amministrazioni, anche relative alle attività commerciali;
n) promuovere lo sviluppo della concorrenza nell’esercizio della libera professione mediante le opportune semplificazioni di carattere procedimentale e amministrativo.

La previsione che la P.A. possa delegare ad un altro soggetto, persona fisica o libero professionista a provvedere ad adempimenti istruttori presso altre Pubbliche amministrazioni.

In questo modo sarà possibile esternalizzare segmenti di funzioni amministrative, fasi del procedimento amministrativo o attività specifiche circoscritte l’attività istruttoria ad un professionista esterno.

L’applicazione di questa soluzione in campo sanitario desta perplessità.

Si apre uno scenario preoccupante per le implicazioni circa la responsabilità penale, amministrativa e contabile a carico del soggetto esterno che deriva da questa scelta.

RAGGIUNTA L’INTESA IN CONFERENZA STATO REGIONI PER LA RIPARTIZIONE DELLE SOMME PER L’ACQUISTO DI APPARECCHIATURE PER LE CASE DELLA SALUTE DELLA COMUNITA’ E PER I MEDICI DI FAMIGLIA DEI PICCOLI COMUNI

Per fare fronte al fabbisogno di apparecchiature sanitarie finalizzate a garantire l’espletamento delle prestazioni di competenza dei medici di medicina generale nonché dei pediatri di libera scelta, al fine di migliorare il processo di presa in cura dei pazienti nonché di ridurre il fenomeno delle liste d’attesa, con il comma 449 dell’art. 1 della legge 160/2019 è stata autorizzata una spesa pari ad euro 235.834.000 per l’acquisto di apparecchiature da assegnare in comodato ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta.

Una proposta di decreto del Ministro della salute attuativo della norma citata prevede che le apparecchiature di diagnostica di primo livello, in coerenza con la riorganizzazione della rete territoriale e dal regolamento per la definizione di standard organizzativi, quantitativi, qualitativi, tecnologici e omogenei per l’assistenza territoriale, di cui all’articolo 1, comma 274, della legge 234 del 2021, vengano assegnate prioritariamente:
– alle Case della Comunità hub;
– alle Case della Comunità spoke;
– agli spoke rappresentati dagli studi dei MMG e PLS;
– alle aggregazioni di medicina di gruppo.

Continua a leggere “RAGGIUNTA L’INTESA IN CONFERENZA STATO REGIONI PER LA RIPARTIZIONE DELLE SOMME PER L’ACQUISTO DI APPARECCHIATURE PER LE CASE DELLA SALUTE DELLA COMUNITA’ E PER I MEDICI DI FAMIGLIA DEI PICCOLI COMUNI”

APPROVATA IN VIA DEFINITIVA DAL SENATO LA DELEGA AL GOVERNO PER IL RIORDINO DEGLI IRCCS

Con 199 voti favorevoli, 10 contrari e un’astensione, l’Assemblea, mercoledì 27 luglio, ha approvato definitivamente il ddl n. 2633, di delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di cui al decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, collegato alla manovra di finanza pubblica.

Fino alla riforma gli ISRCCS erano solamente pubblici ed in totale 12, ma ora sono anche privati e sono arrivati a 52 di cui 30 di diritto privato.

Continua a leggere “APPROVATA IN VIA DEFINITIVA DAL SENATO LA DELEGA AL GOVERNO PER IL RIORDINO DEGLI IRCCS”

LA RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ DELL’INAIL

Fonte: Relazione annuale 2021 dell’INAIL

Ieri 25 luglio alle ore 11, presso la Sala della Regina della Camera dei deputati, è stata presentata la Relazione annuale sull’attività svolta nel 2021 dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Ha partecipato il Vicepresidente della Camera, Ettore Rosato.

Il presidente dell’Inail, Franco Bettoni ha letto la corposa relazione.

Nel 2021 sono stati denunciati all’Inail poco più di 564mila infortuni sul lavoro, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione, però, è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del 2021. Nel 2020, in particolare, l’incidenza media delle denunce da nuovo Coronavirus sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro, mentre nel 2021 è scesa a una su 12. Le denunce di infortunio “tradizionale”, al netto dei casi da Covid-19, nel 2021 hanno invece registrato un aumento di circa il 20% rispetto al 2020.

Continua a leggere “LA RELAZIONE ANNUALE DELL’ATTIVITA’ DELL’INAIL”