I PAZIENTI AFFETTI DA MALATTIE CRONICHE SONO PREOCCUPATI PER LE DIFFICOLTA’ DI ACCESSO ALLE TERAPIE E AGLI ACCERTAMENTI PERIODICI A CAUSA DELL’EPIDEMIA

C’è allarme tra molti pazienti affetti da patologie croniche per le decisioni prese circa la priorità data a chi è affetto dall’infezione COVID-19 in quanto tutte le visite, gli accertamenti, i controlli non urgenti sono stati differiti e al CUP accettano solo impegnative con priorità “U” o “B”.

In molti territori la “presa in carico ” di questi pazienti è solo una vuota locuzione in quanto di fatto, specialmente in questo periodo sono lasciati soli al loro destino.
Nonostante gli atti deliberativi adottati la medicina d’iniziativa è restata sulla carta e con lei l’infermiere di comunità.

In qualche caso c’è difficoltà di accesso alle cure e molti per paura di andare in ospedale evitano di sottoporsi agli accertamenti di controllo rinviandoli a data da destinarsi con tutti i pericoli che ciò comporta.

I pazienti cronici si sentono sempre più abbandonati.

Gli anziani e i cronici chiedono che venga assicurata la continuità delle cure e dei controlli che devono fare perché l’interruzione o il rinvio degli accertamenti può significare un aggravamento delle loro condizioni se non la morte.

A questo si aggiunge il rischio per i percorsi che non in tutte le realtà si riesce a tenere separati tra pazienti cronici e soggetti positivi al coronavirus.

Il British Medica Journal affronta questa problematica nel suo ultimo numero del 25 marzo di con un articolo di Andy Extance.

Da quanto si apprende in Gran Bretagna un quarto delle chiamate con richiesta di informazioni sull’epidemia provengono da pazienti affetti dal cancro o da altre malattie croniche che sono più ansiosi che mai.

I problemi della Gran Bretagna , c ome visto non sono dissimili dai nostri.

Occorre che ci sia un piano chiaro per i pazienti che devono continuare i trattamenti essenziali di chemioterapia e radioterapia in modo da non perdere le persone con il cancro.

Diverse classi di trattamento del cancro, tra cui la chemioterapia e l’immunoterapia, possono sopprimere i sistemi immunitari e rendere i pazienti più suscettibili all’infezione da Covid-19. Il governo britannico ha introdotto rigide linee guida per la protezione di queste persone “estremamente vulnerabili” il 21 marzo. Ha inviato lettere agli interessati, consigliandoli più fortemente delle precedenti indicazioni di rimanere sempre a casa ed evitare qualsiasi contatto diretto per un periodo di almeno 12 settimane.

Uno dei problemi più complessi è quello di far muovere i pazienti nel sistema. Anche se puoi fare molto per telefono, molti centri oncologici sono nelle grandi città. Le difficoltà di movimento e la riduzione del trasporto pubblico potrebbe trasformarsi in un disastro per molti pazienti con cancro.

A questo si aggiungono i problemi con le carenze di personale dovuto alla necessità di utilizzare prioritariamente gli infermieri nella lotta all’epidemia.

Nell’articolo si conclude che purtroppo i pazienti affetti da cancro sono così costretti a vivere con incertezza mentre si sviluppa la malattia senza sapere se saranno interrotte o ritardate le cure oppure ridotta la dose; tutte possibilità molto spaventose per le persone.

https://doi.org/10.1136/bmj.m1174

Autore: francobrugnola

Scrittore, mi occupo prevalentemente degli enti locali e di sanità, settori nei quali ho lavorato molti anni come dirigente.

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